Manovra 2020, niente assegno unico per figli a carico

Governo, Nuova manovra economica, nel 2020 non ci sarà l’assegno unico per i figli a carico. La misura resta valida in potenza

Cinzia
Aula Montecitorio

Pessime notizie per tutti coloro che speravano nell’ottenimento di un assegno unico per i figli a carico, la misura resta tra gli obiettivi del governo, ma non verrà inserito all’interno della legge di Bilancio slittando al 2021.

La discussione riguardante la Nadef è stata ripresa al Senato, la risoluzione è stata votata dalla maggioranza con 169 voti favorevoli.

“Le politiche per il sostegno alle responsabilità familiari rappresentano una strategia di lungo respiro che vogliamo ampliare con il riordino e la semplificazione dei diversi strumenti. Abbiamo vari bonus, non un unico assegno come Germania, Francia e Gran Bretagna. Il riordino di questi strumenti è l’obiettivo di medio periodo perché è un tema di grande complessità: non riusciremo ad affrontarlo in questa legge di bilancio. Non ci saranno condoni, a differenza delle precedenti: chiudere la stagione di condoni e sanatorie è una delle misure più forti per il recupero di un ammontare di evasione che è elemento di ingiustizia sociale e sleale concorrenza degli attori. Nessuna tassa sul contante, nessuna misura restrittiva sui consumatori ma c’è la volontà di incentivare i pagamenti elettronici“, ha affermato il viceministro Misiani, affermando che il governo giallorosso non si limiterà a disattivare le clausole di salvaguardia nel 2020, ma vuole intervenire anche riguardo l’Iva “in misura molto consistente negli anni successivi. Puntiamo a lasciare alla prossima legge di bilancio un’eredità meno pesante di quello che ci siamo trovati a fronteggiare“.

Parlando invece di di Quota 100, Misiani afferma che “Sta costando molto meno, le domande sono il 35% in meno rispetto alle previsioni. E’ intenzione del governo non rinnovare questa che è una misura strumentale e mandarla alla scadenza del 2021. Abbiamo in mente un modello di flessibilità del sistema pensionistico diverso e ne discuteremo con le parti sociali“.

 

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