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Villa Bisignano, arte e bellezza a Barra

Ai piedi del Vesuvio, più precisamente nel quartiere Barra di Napoli, sorge una bellissima residenza ovvero Villa Bisignano. La villa deve il suo nome alla nobile famiglia dei Sanseverino di Bisignano che vissero qui nella seconda metà del Settecento. In realtà la sua storia è molto più complessa.

Villa Bisignano fu costruita nel 1500 circa dalla famiglia Carafa di Maddaloni. Nel 1630 passò nelle mani di Gaspare Roomer, banchiere fiammingo, innamorato di Napoli. La villa è infatti conosciuta anche come Villa Roomer. Il banchiere fece ampliare la villa. Qui inoltre ospitò anche la sua famosissima collezione di opere d’arte.

Nel 1765 il nobile Pietrantonio Sanseverino acquistò la villa, che divenne la residenza estiva della famiglia. La villa rientra a tutti gli effetti tra le ville vesuviane del Miglio d’oro. Attualmente è in discreto stato di conservazione, anche se nel corso degli anni ha perso gran parte del parco e del giardino. Qui infatti erano presenti un Orto botanico e delle sculture di pregio. Villa Bisignano subì i suoi ultimi lavori di restauro nel 1876, quando passò a Luigi Sanseverino di Bisignano.

L’impianto centrale è decisamente di gusto cinquecentesco grazie alla pianta rettangolare. La torre invece sembra rievocare i palazzi turriti che sorgevano a Barra alla fine del XV secolo. Per anni Villa Bisignano è stata l’emblema della nobiltà e dell’aristocrazia locale. Il grande Orto Botanico era il fiore all’occhiello della villa. Pare che qui lo studioso Vincenzo Petagna avesse osservato per la prima volta alcuni tipi di piante, a cui diede il nome di “Sanseverinia”, in onore del padrone della villa.

Il bellissimo orto botanico su arricchì ulteriormente grazie a Tommaso Sanseverino, principe di Bisignano, che creò una nuova varietà di garofano, che da lui prese il nome di garofano di Bisignano.

Ma il giardino botanico non è l’unico fiore all’occhiello di Villa Bisignano. All’interno della Villa sono presenti affreschi di Aniello Falcone che l’artista eseguí per Roomer. Gli affreschi, datati 1647, raffigurano una grande battaglia e ci narrano della Storie di Mosè. La decorazione della volta di quella che fu la libreria del famoso collezionista, è decorata con cinque affreschi: la “Battaglia tra Israeliti ed Amalachiti” , l'”Attraversamento del Mar Rosso” , l'”Adorazione del serpente di bronzo”, “Mosè fa scaturire l’acqua dalla rupe” ed “il Ritrovamento di Mosè”.

La pianta della villa è a forma di U. Particolare è il cortile porticato, i cui ampi spazi si aprivano sul viale che dava accesso al parco. Sul portico e sui lati del cortile emerge una vasta terrazza. Interessante è la balaustra in piperno elegantemente scolpita e rivolta verso la vista del Vesuvio e del mare.

Dall’impianto dei cortili e dei terrazzi si capisce che le suddette zone venivano usate per feste, eventi e spettacoli. La vista d’insieme è particolarmente suggestiva. È molto particolare infatti il contrasto tra l’austera solidità del piano terra e l’elegante leggerezza del primo piano.

Eva Maria Pepe
Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.