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sabato, 1 Ottobre 2022

Vesuvio: la furia del vulcano distrusse Ercolano, Pompei e Stabia

Il Vesuvio, il gigante che domina il golfo di Napoli, ha suscitato i sentimenti più disparati negli uomini di ogni epoca: ammirazione, stupore e paura. Tra le eruzioni più importanti, ricordiamo quella verificatasi nel 79 d. C. che rase al suolo le città di Ercolano, Pompei, Stabia e Oplontis.

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L’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. è il principale evento eruttivo in epoca storica. L’eruzione non ha solo ridefinito la morfologia del vulcano, ma ha anche causato la distruzione delle città di Ercolano, Pompei, Stabia e Oplontis, l’odierna Torre Annunziata.

Il fenomeno ebbe luogo dopo un lungo periodo di quiescenza del vulcano, cosa che colse di sorpresa gli abitati dei paesi limitrofi che, totalmente ignari di ciò che stava per accadere, vivevano le loro vite in tranquillità.

La seconda fase dell’eruzione, nella quale si verificarono i flussi piroclastici, causò moltissimi danni e la perdita di innumerevoli vite umane.

Mentre a Pompei, nel corso della prima fase, le vittime furono colte alla sprovvista dal crollo dei tetti; nella seconda fase la morte dei cittadini della zona, sarebbe stata determinata dai traumi fisici e da asfissia, generata dall’elevata concentrazione di ceneri nell’aria.

Eruzione del Vesuvio: la distruzione di Ercolano, Pompei e Stabia

Le città furono sepolte da più di 10 metri di materiali eruttivi. La distesa di materiale, emerso dal vulcano, costituiva un teatro desolante, un luogo foriero di morte, in un silenzio totale.

Inoltre, si riscontra una differenza importante tra i fenomeni che riguardarono Pompei e Stabia rispetto a quelli che investirono Ercolano.

Le prime due furono colpite da pomici, cenere e lapilli che caddero ininterrottamente. Al contrario, Ercolano fu investita circa dodici ore dopo e, mentre negli anni ’80, si credeva che tutti gli abitanti si fossero salvati, i fenomeni che si verificarono in questo centro, portano ad escludere questa possibilità.

L’insieme di gas roventi, ceneri e vapore acqueo, noto come flusso piroclastico, colpì Ercolano.

Coloro che si trovavano all’aperto, furono vaporizzati all’istante. Il fenomeno è oggi conosciuto come “nube ardente” o frane piroclastiche.

Il Vesuvio, il grande titano campano, che affascina, e genera nei più un insieme di sensazioni contrastanti. L’eruzione del 79 d. C. è un evento che bisogna ricordare, poiché costituisce una delle eruzioni più rilevanti nella storia del vulcano.

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