Terrore a El Paso e Dayton, stragi negli Usa

Doppia strage oggi negli Usa, a distanza di breve tempo l’una dall’altra.

A El Paso, in Texas, un uomo, Patrick Crusius, proveniente da Allen, nei pressi di Dallas, inizia a sparare all’impazzata con un kalashnikov. Irrompe alle 10 del mattino nel centro commerciale più popolato della città, il Walmart, indossa una maglia nera, dei pantaloni chiari e delle cuffie, per attutire il frastuono generato dai suoi stessi colpi.

L’incubo, che ha visto morire 20 persone, tra cui 4 bambini, dura un’ora.

La gente, in preda al terrore, cerca una via di fuga, qualcuno la trova, qualcun altro no.

I negozianti abbassano le saracinesca nella speranza di ripararsi.

Interviene la polizia, l’esercito, l’Fbi. Transennano l’intera zona, vicino tra l’altro all’aeropoprto di El Paso. 

La notizia valica velocemente i confini e giunge in Nevada, alle orecchie di Beto O’ Rourke, personaggio politico impegnato attualmente ad accaparrarsi il suo posto alla Casa Bianca, originario di El Paso.

Il candidato democratico accusa Donald Trump della tragedia:

“È un razzista, sta attizzando il razzismo in questo Paese e questo cambia fondamentalmente il carattere del Paese e porta alla violenza”.

Beto O’ Rourke interrompe immediatamente la sua campagna per “tornare a casa” ed “essere vicino alla sua gente”.

Si sospetta il “crimine d’odio”. Già due anni fa, nel 2017, Crusius aveva pubblicato un manifesto contro gli ispanici, che compaiono tra molte sue vittime.

Dayton, Ohio: trascorrono poche ore e verso l’una di notte (ora locale) vengono segnalati alla polizia dei colpi di arma da fuoco -si tratta di un fucile d’assalto- nell’area di Oregon, zona movimentata per la presenza di locali e pub.

Anche qui gli agenti isolano la zona e fermano l’omicida, si rinnova il terrore tra la gente.

Il killer ”è stato neutralizzato in meno di un minuto dalla polizia, ma in quel breve tempo è riuscito a uccidere nove persone e ferirne altre 27″ -ha affermato il sindaco, Naan Whaley- di cui però 15 feriti sono fortunatamente fuori pericolo. 

La preghiera di chiusura dell’Angelus domenicale di Papa Francesco è dedicata a queste tragedie.

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Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

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