Sport, calciatori pronti per questo sacrificio? Per le difficoltà economiche future, la Serie A pensa al taglio degli stipendi.

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Il mondo del calcio fa fronte comune contro il Coronavirus. Attraverso comunicati, le squadre hanno annunciato il rinvio degli allenamenti fino al 25 marzo; una pratica comune, un atto formale che sicuramente lascerà spazio all’ennesimo rinvio.

L’emergenza infatti continua la propria marcia inarrestabile, con la curva crescente dei contagi sul piano cartesiano rivolta ancora verso l’alto, ed i giocatori sono concentrati nel lanciare messaggi positivi, nel rispetto delle regole fornite dal governo, ma anche ad iniziative benefiche.

Questa situazione complessa, con la crisi economica che ne consegue anche per il sistema calcio, potrebbe portare le squadre a chiedere ai calciatori di tagliarsi lo stipendio.

In Inghilterra, si parla, ad emergenza Covid-19 terminata, della possibile conclusione del campionato e soprattutto si discute anche del taglio effettivo degli stipendi.

Tutti i dipendenti dell’Olympique Marsiglia, compresi i giocatori, sono stati messi in part-time e riceveranno l’84% del loro stipendio netto, secondo quanto prevede la normativa in Francia.

Un bellissimo gesto preso in considerazione anche da parte dei giocatori del Borussia Mönchengladbach. Max Eberi, ds del club tedesco, ha dichiarato che i calciatori del club sono pronti a rinunciare allo stipendio per aiutare la squadra e tutti i membri, a causa delle difficoltà economiche che si riscontrano in questo momento difficile.

Come in questi campionati, anche la Serie A potrebbe e dovrebbe prendere in considerazione questa scelta, seguire la scia che porta verso la fine di questo tunnel orribile e oscuro.

Anche se i calciatori della massima serie italiana dovrebbero rinunciare a una quota percentuale di ingaggio più elevata rispetto a quella dei colleghi di Serie B e C. E all’interno della stessa categoria il sacrificio maggiore spetterà ai giocatori che guadagnano di più.

Tutto ciò sarebbe necessario per riequilibrare in parte le perdite dei club professionistici provocate dall’emergenza Coronavirus.

Il calcio purtroppo viene in secondo piano, è difficile accettare questa decisione del taglio degli stipendi e soprattutto condividere la sospensione di questo sport meraviglioso. La speranza è che questo virus scompaia in fretta, per poi ritornare passo dopo passo all’equilibrio e alla normalità.

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