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domenica, 29 Gennaio 2023

Scontro treni, indagato macchinista

La procura di Napoli continua ad indagare su eventuali responsabilità dell'incidente avvenuto la scorsa settimana. Sotto accusa anche il macchinista Gianluca Calaca, che attribuisce le responsabilità alla torre di controllo.

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Un nuovo tassello si inserisce nella particolare trama dello scontro tra treni avvenuto nell’hinterland partenopeo il 13 gennaio.

Proseguono le indagini da parte della Procura di Napoli sullo scontro tra treni della Metropolitana di Napoli sulla Linea 1 Piscinola-Garibaldi.

Stando a quanto emerge, nel registro degli indagati gli inquirenti hanno immesso anche un macchinista Gianluca Calaca, coinvolto nell’incidente avvenuto nell’area limitrofa della stazione di Piscinola.

Su i mezzi, intanto proseguono le prime indagini atte a valutare possibili falle nei sistemi di frenata ed eventuali mancanze nei dispositivi di sicurezza su i veicoli coinvolti. Parallelamente l’uomo sarebbe entrato nel mirino degli inquirenti unicamente per valutare, nel caso di possibili assenze di guasti, la probabilità di errore umano imputabile agli eventi fortunatamente prive di vittime.

Nei giorni passati gli inquirenti, capitanati dal sostituto procuratore Michele Caroppoli e il procuratore aggiunto Simona di Monte, hanno interrogato e disposto per il macchinista indagato  il sequestro del cellulare.

Ulteriori interrogatori a tappeto sono stati svolti tra il personale addetto alla guida durante l’incidente e della Linea 1 della Metropolitana di Napoli e tra i vertici dirigenziali della società partenopea A.N. M. che gestisce il traffico metropolitano del capoluogo campano per conto del Comune di Napoli.

Intanto parla il macchinista Calaca, difendendo il suo operato e imputando l’incidente alla torre di controllo, la quale avrebbe potuto evitare la fatalità con il disattivare la corrente agli impianti.

Al momento le ipotesi poste dagli inquirenti sarebbero quelle di disastro ferroviario e lesioni colpose, ma non si escludono ulteriori scenari da parte della giustizia.

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