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Scandalo Watergate: 50 anni dopo

Scandalo Watergate: 50 anni dopo – Sono passati cinquanta anni dal caso di spionaggio più famoso della storia degli Stati Uniti che travolse l’amministrazione Nixon in uno scandalo senza precedenti.

Scandalo Watergate: 50 anni dopo

Lo scandalo “Watergate” prese il nome dal Watergate, un complesso edilizio di Washington  che ospita il Watergate Hotel, dove furono effettuate le intercettazioni che diedero inizio allo scandalo. Nella notte del 17 giugno del 1972 gli uomini del Creep (Commettee for Reelection of the President) un vero e proprio servizio segreto che schedava i rivali politici e compilava dossier riservati, venne sorpresa mentre piazzava microfoni nella sede del partito democratico situata nel complesso edilizio Watergate, a Washington.

Lo scandalo divenne un caso nazionale dopo la rielezione di Nixon, grazie – soprattutto – al lavoro instancabile di due giovani cronisti del Washington Post, Bob Woodward e Carl Bernstein, entrambi poi vincitori del premio Pulitzer. Woodward e Bernstein dimostrarono fin da subito determinazione e grande passione, ascoltando migliaia di interlocutori per raccogliere tutte informazioni del caso.

Durante la l’inchiesta, Woodward potè contare su una fonte segreta, denominata in codice “Gola profonda” (Deep throat), che lo aiutò a comprendere il ruolo effettivo dei vari protagonisti e i loro oscuri intrighi.

Scandalo Watergate: 50 anni dopo

In sintesi durante le intercettazioni vennero scoperti dei finanziamenti illeciti da parte di Nixon durante la campagna elettorale. Tra i protagonisti dello scandalo ci fu il giovane consulente legale della Casa Bianca John Dean il cui compito era quello di controllare la fuga di notizie e di proteggere il presidente, talvolta corrompendo con denaro i personaggi  implicati nei reati. Tuttavia, temendo di divenire il “capro espiatorio” della vicenda, Dean decise di testimoniare davanti alla Commissione del Senato e descrisse tutti gli aspetti della vicenda, coinvolgendo in pieno anche il presidente.

Nixon cercò di minimizzare le sue responsabilità scaricando le colpe su alcuni dei suoi collaboratori più importanti. La pubblicazione della registrazione segreta nota come “la pistola fumante” (smoking gun) nell’agosto 1974 da cui si evinceva che il Presidente era stato al corrente fin dall’inizio delle attività illegali e aveva sfruttato il suo potere per occultare il coinvolgimento diretto degli uomini della Casa Bianca, portò con sé la prospettiva di un sicuro impeachment.

Richard Nixon diede le dimissioni pochi giorni dopo, il 9 agosto 1974.