martedì 05 Marzo, 2024
10.2 C
Napoli
spot_img

Articoli Recenti

spot_img

Raffaele Imperiale: l’ex boss regala un’isola allo Stato

Il narcotrafficante e collaboratore di giustizia, Raffaele Imperiale, ha ceduto un’isola di sua proprietà alle autorità italiane: l’isola in particolare fa parte dell’arcipelago artificiale “New world community” e si trova davanti a Dubai. Questa l’offerta shock da parte dell’ex boss del narcotraffico, offerta che è stata formulata in un manoscritto in inglese depositato nel corso del processo in cui è imputato. La notizia è stata diffusa dal sostituto procuratore Maurizio De Marco, il quale ha reso noto nel corso dell’udienza il contenuto del documento giunto da uno studio degli Emirati.

Raffaele Imperiale è accusato di aver importato in Europa almeno sette tonnellate di cocaina nel periodo che va dal 2017 al 2021. Imperiale è inoltre accusato di aver messo in piedi un’organizzazione in grado di esportare droga e di riciclare il denaro ricavato con un metodo non tracciabile (il sistema dell’Hawala). Oltre al narcos di Castellamare, il processo in corso a Napoli con rito abbreviato coinvolge anche i suoi più stretti collaboratori tra cui Bruno Carbone, Corrado Genovese (il contabile del gruppo, latitante dal 25 novembre 2022 e arrestato il 13 marzo 2023), Daniele Orsini che si occupava della logistica, nonché diversi collaboratori e dipendenti.

L’isola ceduta, denominata Taiwan, è proprio il posto dove Imperiale è stato arrestato il 4 agosto 2021. L’ex boss ha affermato di averla acquistata sette anni fa pagandola una dozzina di milioni, valore che nel tempo è cresciuto e che oggi si aggirerebbe intorno ai 60-70 milioni. L’offerta è attualmente presa in esame dalla Procura, la quale si mantiene cauta in quanto si tratterebbe di un bene difficilmente acquisibile al patrimonio dello Stato. Al momento Raffaele Imperiale è detenuto negli Emirati Arabi; il ministero della Giustizia italiano sta ultimando le procedure per l’estradizione. A Dubai l’ex boss conduceva una vita lussuosa, spendendo circa 400mila euro al mese: prima di essere arrestato il boss avrebbe inoltre speso circa 7 milioni di euro nell’arco di tre mesi per finanziare la propria fuga.