Priorità alla scuola, oggi la manifestazione a Napoli Più di venti le città italiane che hanno aderito alla protesta che ha come obiettivo il ripristino a settembre delle lezioni in presenza e la sospensione della didattica online

PRIORITà

Priorità alla scuola. Questo il grido di protesta di tanti educatori, docenti, e allievi che oggi scenderanno in Piazza Dante a Napoli e in altre venti città italiane.

Il comparto scolastico è uno di quei settori che fuori di dubbio, durante l’emergenza sanitaria ha vissuto la più grande trasformazione mai avvenuta prima.

E trasformazione non è sempre sinonimo di completa aderenza ad esigenze e sostenibilità. A partire dalla didattica online: non tutti gli studenti hanno potuto seguirla adeguatamente, se si pensa soprattutto alle  fasce più deboli, in mancanza di dispositivi elettronici confacenti o connessioni internet efficienti.Creando inevitabili ed ulteriori diseguaglianze sociali.

E’ stato richiesto uno sforzo enorme nel cercare di mantenere vivo quel contatto umano, tra studenti, insegnanti e in ultimo i genitori, con tutte le difficoltà del caso, poiché nel riuscire a stabilire una partecipazione, un ponte,  le famiglie hanno avuto un doppio carico di responsabilità.

Al tutto si aggiunge che al rapporto educativo, è mancata una componente fondamentale nello sviluppo e nella crescita: l’empatia che può nascere solo in un contesto di classe, dal vivo.

L’obiettivo della protesta di oggi è dunque la volontà di abbandonare la DAD, e di riaprire le porte agli istituti scolastici, ritornando a scuola per una didattica in presenza. La didattica a distanza dovrà essere concepita come didattica eccezionale e non la regola o una proposta di soluzione per il nuovo anno scolastico.

”Priorità alla scuola” chiede inoltre al governo  : «più insegnanti, assunzione precari e precarie, più personale Ata, più scuole, più spazi, più educazione all’aperto, più risorse per la scuola pubblica».

Il comitato a capo della protesta  ha raccolto dal 18 aprile  ben ottantacinquemila firme, inviate alla ministra, Lucia Azzolina. Quest’ultima intervenuta qualche giorno fa, ha precisato di voler accogliere le richieste mosse da docenti e dirigenti scolastici, ma bisogna prima elaborare un piano che preveda gradualità e linee guide, atte a garantire un ritorno a scuola in totale sicurezza.

 

 

 

 

 

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