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Primo aprile: torna alla luce Pompei

Il primo aprile del 1748 la città di Pompei tornò alla luce. L’ingegnere militare Rocque Joaquin de Alcubierre, credendo di essere sulle tracce dell’antica Stabiae, riportò alla luce nei pressi della collina di Civita (allora Torre Annunziata) monete ed oggetti di epoca romana; non ne era ancora consapevole ma aveva riportato alla luce quello che è oggi il Parco archeologico più famoso e visitato al mondo, l’antica città di Pompei.

Una scoperta casuale dunque, che ha permesso di ricostruire la storia dell’antica città. Duemila anni di storia perfettamente conservati, un vero e proprio spaccato di vita vissuta, dove è possibile grazie ai reperti presenti, immaginare la vita del tempo, dalle semplici azioni quotidiane, alle tecniche artistiche utilizzate.

Uno dei primi monumenti ad essere scoperto fu il Teatro Piccolo, detto“Odeion“, che gli archeologici chiamarono “Stabiano“, poiché convinti di essere sul luogo dell’antica Stabiae. Solo nel 1763 ci si rese conto che si trattava invece dell’antica città di Pompei.

Pompei, nonostante fu travolta da una tragedia dalle enormi proporzioni, è diventata eterna e non smette mai di sorprendere. Il 24 agosto del 79 d.C., il Vesuvio eruttò, ricoprendola di lapilli, cenere e lava. Si salvarono pochissime persone che riuscirono a scappare, ma le proporzioni di quell’evento furono catastrofiche. Proprio a seguito di quel cataclisma è possibile ripercorrere le strade di Pompei, entrare all’interno di quelle che erano le antiche case (le domus) passeggiare tra portici, terrazzi, tutto sospeso nel tempo e dall’inestimabile valore culturale.

Ecco perchè la scoperta archeologica guidata dall’ingegnere militare spagnolo Rocco Gioacchino de Alcubierre, quel primo aprile 1748 fu di fondamentale importanza. Anche se la vera svolta per la storia di Pompei avvenne nel 1763, con il ritrovamento di un’epigrafe sulla quale era scritto: Res Publica Pompeianorum e che portò ad identificare l’area come afferente all’antica Pompei e non più come a Stabiae come creduto erroneamente fino a quel momento.

Tutt’oggi gli scavi archeologi effettuati a Pompei, portano alla luce ritrovamenti sorprendenti, importantissimi dal punto di vista storico, poiché permettono di raccogliere sempre più informazioni sulla vita degli antichi romani. Per questo Pompei è unica nel suo genere: il parco archeologico è visitato ogni anno da quasi 4 milioni di turisti provenienti da ogni parte del mondo, un vero e proprio fiore all’occhiello campano, che non smette e probabilmente non smetterà mai, di stupire.

Probabilmente l’antica città di Pompei, scoperta il primo aprile 1748 e dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, ha ancora tanto da mostrare e non cesserà di stupire con nuove affascinanti scoperte.