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Napoli a Bergamo: la mostra all’Accademia di Carrara

La mostra Napoli a Bergamo. Uno sguardo sul ’600 nella collezione De Vito e in città prende le mosse da un tema insolito per la città lombarda.

Vale a dire il rapporto con la pittura napoletana del Seicento, mediato da Venezia tramite mercanti intraprendenti che commerciavano col Viceregno.

Per offrire al visitatore uno sguardo d’insieme sul Seicento partenopeo, Accademia Carrara ha stretto un partenariato con la Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito (Vaglia, Firenze).

Nata per disposizione testamentaria dello studioso e collezionista napoletano d’origine, ma milanese d’adozione.

La Fondazione, presieduta da Giancarlo Lo Schiavo e diretta da Nadia Bastogi, è prestatrice di oltre venti dipinti della propria raccolta, che illustrano lo svolgimento della pittura a Napoli.

Da Battistello Caracciolo (1578-1635) e Jusepe de Ribera (1591-1652) a Massimo Stanzione (1585 circa-1656).

Da Bernardo Cavallino (1616-1656), fino a Mattia Preti (1613-1699).

La mostra Napoli a Bergamo è a cura di Elena Fumagalli con Nadia Bastogi.

Sarà visitabile fino al 1° settembre 2024.

Napoli a Bergamo. Uno sguardo sul ’600 nella collezione De Vito e in città esplorerà infatti la meraviglia della pittura.

Tra naturalismo e barocco, eccessi e contraddizioni, attraverso oltre quaranta opere, con restauri realizzati appositamente e nuovi studi.

All’importante nucleo di dipinti, provenienti dalla Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito, si uniscono altre tele.

Si tratta di opere inedite della collezione di Accademia Carrara e opere in prestito da chiese cittadine e del territorio bergamasco.

Luca Giordano riveste il ruolo di cerniera tra la prima e la seconda parte dell’esposizione.

In quest’ultima spiccano quattro tele (Pedrengo, chiesa di Sant’Evasio) testimonianza della fase riberesca del pittore e un inedito giovanile dai depositi dell’Accademia Carrara.

Fu nel 1682 che arrivò a Bergamo il grande Passaggio del Mar Rosso di Luca Giordano, a ornare la parete di fondo della basilica cittadina di Santa Maria Maggiore.

Giordano non completa, come richiesto, la decorazione della navata centrale: lo farà al suo posto l’allievo Nicola Malinconico (1663-1727).

Giunto in città nel 1693, nell’arco di quasi un anno realizza anche la pala principale per il Duomo e altre tele in alcune chiese dei dintorni.

Il percorso si conclude infatti con una serie di dipinti di Nicola Malinconico poco noti o mai presentati al pubblico.

Dora Caccavale
Dora Caccavale
Nata a Napoli (classe 1992). Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Autrice del libro "Lettere di Mattia Preti a Don Antonio Ruffo Principe della Scaletta" AliRibelli Editore. Organizzatrice di mostre ed eventi artistici e culturali. La formazione rispecchia il suo amore per l'arte in tutte le sue forme. Oltre alla storia dell'arte ha infatti studiato, fin da bambina, danza e teatro. Attualmente scrive per la testata XXI Secolo.