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Lifestyle:Gli effetti del lockdown sui bimbi,come reagiscono?

I bambini e i loro pensieri rappresentano sempre la realtà che stiamo vivendo, oggi più che mai in maniera molto incisiva ci ritroviamo ad essere piuttosto preoccupati per la reazione psicologica dei nostri figli, dei bimbi in generale rispetto alla situazione ingestibile che stiamo attraversando.

Era un sospetto, piuttosto fondato. Oggi è quasi una certezza. Il lockdown non ha giovato a nessuno sul piano della salute mentale. Ma tra i più penalizzati ci sono stati sicuramente i bambini e gli adolescenti (comprese le loro famiglie) alle prese con disturbi psichiatrici e neurologici. A confermarlo è una ricerca italiana, coordinata dagli specialisti dell’Irccs Fondazione Stella Maris di Pisa, che hanno contattato oltre 700 famiglie di pazienti in cura con l’obiettivo di analizzare le loro parole, abitudini nuove e preoccupazioni,  il risultato non è confortante,  in quanto più del 60% di bimbi mostra un certo disagio nell’accettazione di nuove regole comportamentali e anche disturbi del sonno e dell’apprendimento.

La riapertura delle scuole però, ma anche delle attività sportive, sembrava esser motivo di speranza gioia e ripartenza,  in sostanza, un accenno alla normalità e alle sane abitudini  di sempre, ed invece di nuovo una seconda stretta, una chiusura  di tutto per la seconda volta, i bimbi e gli adolescenti nuovamente chiamati alla distanza, alle regole rigide, alle rinunce forti e dolorose, come stanno reagendo ora? Erano pronti ad un altro blocco dopo la breve tregua dell estate??

La risposta è sicuramente negativa, secondo uno studio di specialisti nel settore: psichiatria infantile di Roma dopo 15 giorni dall inizio della scuola nel mese di settembre i bambini erano felici del contatto e della riscoperta delle loro attività di sempre, entusiasmo e volontà nel ritorno in classe che negli altri anni precede al lockdown non avevano mai avuto,  anzi sempre un pò tristi e stufati del ritrovato suono della campanella.

Questa dimensione bella e tenera finisce però in questo mese di ottobre, facendo rivivere a tutti una realtà nuovamente solitaria e distaccata, di freddezza e ansia.

I disturbi riscontrati infatti,  sono i soliti, risveglio notturno, difficoltà ad addormentarsi e di concentrazione, irritabilità, inquietudine, ansia da separazione e paura del buio. Questi i sintomi riscontrati nei bambini al di sotto dei 6 anni. Nella fascia di età dai 6 ai 18 anni, a queste manifestazioni dello stato psicologico si sono aggiunti anche disturbi somatici.

Nello studio i comportamenti disfunzionali di bambini e ragazzi sono confrontati statisticamente con il malessere dei genitori. Due dati che risultano strettamente legati. All’aumentare dei sintomi di stress da Covid-19 nei genitori (come disturbi d’ansia, dell’umore, del sonno, consumo di farmaci ansiolitici) corrisponde un aumento dei disturbi emotivo-comportamentali dei figli minori. Questo è avvenuto “indipendentemente dalla pregressa presenza di disturbi della sfera psichica nei genitori”, come si legge nell’indagine. Ma se i genitori avevano pregresse problematiche di natura psichica, queste hanno contribuito ad accentuare i disturbi della sfera emozionale legati alla pandemia. Un altro fattore che ha contribuito a rendere più evidenti i sintomi di disagio psichico è stata la presenza, all’interno delle famiglie, sia di persone anziane che di bambini.

Un aiuto è sicuramente la tecnologia,  il metodo DAD attuato da poco implica comunque una collettività sebbene a distanza tra i bambini, un altro aiuto potrebbe essere l introduzione di un animale domestico in casa o addirittura l arrivo di un fratellino.  È pur vero che i bimbi riavvolgono il “nastro” del dolore, del cambiamento e della sofferenza in maniera veloce e indolore, riescono a riprendersi rapidamente e con successo dalle avversità, ma per ora i loro problemi sono un gran dispiacere per tutti. Sicuramente gli stimoli e la distrazione nell’attesa alla ” normalità ” saranno un toccasana.