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venerdì, 27 Maggio 2022

Kim Yo Jong, la misteriosa sorella del leader nordcoreano

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Kim Yo Jong, sorella minore del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, è sempre stata una presenza latente, quasi impercettibile nel regime spietato e totalitario gestito dal fratello. Eppure, come in tutti i contesti che vedono uomini al comando, la sua impronta femminile non ha mancato di lasciare il segno.

Mostratasi al mondo per la prima volta nel dicembre 2011, in occasione dei funerali del padre Kim Jong II, alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang, in Corea del Sud, la “versione in rosa” di una delle dittature più feroci al mondo aveva stretto la mano al presidente sudcoreano Moon Jae, indossando un elegante cappotto nero con il bavero in pelliccia. Inoltre, aveva aperto la strada a possibili accordi diplomatici tra le due Coree ed era stata l’unica donna presente al vertice inter-coreano nella zona demilitarizzata nel 2018.

Non è nota la sua vera età (che potrebbe oscillare tra i 29 e i 31 anni), ma ciò che si intuisce facilmente è la dimestichezza della principessa Kim con la propaganda di regime ed il suo occhio vigile sulla stabilità della leadership del fratello. Dopo aver studiato presso lo stesso collegio svizzero di quest’ultimo (anche lei sotto falsa identità), è tornata in patria dove ha frequentato l’università.

Proprio in questi giorni in cui fonti dell’intelligence USA ipotizzano gravi condizioni di salute per il dittatore in seguito ad un intervento chirurgico, comincia ad insinuarsi prepotente il dubbio su chi andrebbe a sostituire una figura così incisiva. Kim Jong-un non si mostra in pubblico da un po’ e la sorella ha cominciato a parlare a proprio nome, il che fa intuire il possibile scenario futuro.

Scenario, però, che ha tutte le carte in regola per essere soltanto provvisorio: Kim è molto giovane e ha dei figli ancora troppo piccoli. Inoltre, è una donna, dettaglio non da poco in un contesto simile. Dopo una fase di transizione, quindi, è molto probabile che il potere passi ad un altro uomo della dinastia, e che la lady nordcoreana ritorni nell’ombra a manovrare di nuovo i fili da dietro le quinte.

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