Il nodo alla cravatta che ha unito Napoli al Mondo Marinella, dal lontano 1914 al collo delle più grandi personalità nazionali e internazionali

il nodo alla cravatta

 

Il nodo alla cravatta che ha unito Napoli al Mondo.

Era il lontano 1914 quando  Eugenio Marinella, innamorato dei prodotti inglesi, aprì la prima bottega in Piazza Vittoria  a Napoli.

Da quel momento,il nodo alla cravatta che ha unito Napoli al mondo ha reso il brand Marinella un marchio amatissimo che si porta dietro storia, dedizione e tradizione.

La piccola bottega, nata in posizione strategica- presso il lungomare, luogo preferito della classe nobiliare dell’epoca,  divenne il fulcro commerciale di uno dei marchi più conosciuti a Napoli e in Italia.

Maison Marinella è influenzata dall’inconfondibile stile british cui aggiunge charme, eleganza e familiarità partenopea. E ciò ha contribuito in 106 anni di attività  al meritato successo  di cui il brand gode a pieno titolo.

In questo secolo e  più, le cravatte firmate Marinella, sono state indossate dai personaggi più prestigiosi del mondo.

A partire dagli anni ‘ 80 il Presidente Cossiga divenne prima fedele cliente e poi testimonial del marchio.

Arrivando poi a Chirac, Carlo d’Inghilterra, e a Putin.

Oggi il marchio è guidato dall’orgoglioso nipote di Eugenio, Maurizio prosecutore dell’atelier, il quale oggi vanta prestigiosi premi alla carriera per il suo impegno imprenditoriale tra i quali una laurea Honoris Causa,  il Premio Leonardo Qualità Italia 2011,  quella dell’Ordine della Giarrettiera, come  fornitore ufficiale della Casa Reale Inglese.

Il modello adottato si basa su una scelta di eleganza tutta made in italy. La cravatta Marinella può essere indossata sia dai giovani uomini, sia da grandi politici o uomini di finanza.

Ma la creatività sartoriale non si ferma qui : in ‘ bottega’ vengono elaborate anche camicie, profumim, scarpe e dettagli di pelletteria che sono apprezzati tantissimo anche in Giappone.

Pur ‘ viaggiando ‘ per il mondo però ,  il marchio Marinella  dimostra di non voler perdere il proprio indissolubile legame con la città partenopea, con cui ha stretto un legame non solo artistico-culturale, ma anche solidale, attivandosi nel sociale. Nonostante l’orgoglio di essere tutt’ora apprezzati e stimati da tantissime realtà internazionali.

 

 

 

 

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