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Il Capodanno, storia e costumi di una ricorrenza antica

Se fare gli auguri di buon anno è una consuetudine conosciuta in tutto il mondo, sono in pochi quelli che conoscono la storia del Capodanno. Stiamo parlando della ricorrenza più antica del mondo. Ma basta rifletterci un pò sopra per capire che non sempre nella storia questa meravigliosa ricorrenza si è festeggiata tra il 31 dicembre e il 1 gennaio.

Breve storia antica

I babilonesi festeggiavano il nuovo anno con la primavera, che simboleggiava la rinascita della Terra. I romani invece festeggiavano l’anno nuovo sempre verso la fine di marzo. Ma il calendario nell’antica Roma cambiava continuamente, a seconda dell’Imperatore che vi governava. Fu Giulio Cesare nel 46 a.C. creò il “Calendario Giuliano” che stabiliva che il nuovo anno iniziava il primo gennaio, giunto fino a noi.

Costumi e tradizioni del Capodanno in Europa

Ma adesso veniamo ai giorni d’oggi, ai costumi tradizionalmente accettati per festeggiare questa ricorrenza. In Italia lo sappiamo benissimo, si mangiano cotechino e lenticchie. Si indossa biancheria rossa. Ma quali sono i costumi dei popoli nel mondo? In Danimarca, nella notte di San Silvestro, si rompono i piatti. Questa strana tradizione è molto diffusa. I danesi rompono le stoviglie ed il giorno dopo raccolgono tutti i cocci distrutti durante la serata precedente. In questo modo i danesi  si augurano di fare nuove amicizie; sembra infatti che il numero di amici su cui potrà contare ogni danese per l’anno appena arrivato sia direttamente proporzionale al totale di piatti ridotti in frantumi.

Nei paesi ortodossi l’ 1 gennaio è San Basilio. In Grecia San Basilio, nella notte del 31 dicembre, porta regali ai bambini. In questo giorno particolare ogni ospite che varcherà la soglia di una casa dovrà rompere un melograno gettandolo per terra e più chicchi si spargeranno, più fortuna avranno i proprietari di casa.

Il Capodanno russo si festeggia due volte: il 31 dicembre ed il 13 gennaio. Il 31 dicembre i russi attendono i rintocchi della Torre Spasskaja del Cremlino. Al dodicesimo rintocco, che segna l’inizio del nuovo anno, i russi aprono le porte di casa per far entrare l’anno nuovo quasi come se fosse una persona.

Costumi e tradizioni del Capodanno fuori dall’Europa

In Giappone le persone festeggiano il nuovo anno dedicandosi alle pulizie domestiche. I festeggiamenti, in generale, vanno dal 31 dicembre al 3 gennaio. In questi giorni i giapponesi pregano ringraziando gli dei per i raccolti. Inoltre si dedicano a realizzare decorazioni di pino e bambù o di fili di paglia che poi espongono all’ingresso delle loro case come segnale di benvenuto per gli spiriti degli antenati che ritornano proprio in questi giorni.

In Cina il Capodanno è conosciuto anche come  festa della primavera. Il capodanno cinese non coincide con il nostro, la data infatti  può variare dal 21 gennaio al 19 febbraio secondo il calendario lunare. I festeggiamenti sono lunghi un paio di settimane. I cinesi più tradizionalisti durante il capodanno si vestono di rosso. L’uso di questo colore propiziatorio è dovuto al fatto che, secondo la leggenda, il rosso mette paura al mosto mitologico Nian, che una volta ogni 12 mesi usciva dal mare per divorare gli esseri umani.

Nel Sud America invece ci si veste di giallo, che rappresenta la luce. In alcuni paesi come il Messico si mangiano 12 chicchi di uva nera ed il capofamiglia getta il contenuto di un bicchiere di vino all’indietro per allontanare da casa la sfortuna. Insomma, potremmo dire, paese che vai usanza che trovi!

Sappiamo bene che una tradizione in realtà è il frutto della cultura di un popolo e festeggiare seguendo la tradizione è un modo particolarmente bello di esprimere la propria essenza.

Eva Maria Pepe
Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.