I praticanti avvocati protestano per l’abilitazione La contestazione ha interessato nello specifico le città di Napoli e Messina, nelle quali il 5 giugno si terrà un sit-in dinanzi ai tribunali

Prosegue la protesta dei praticanti avvocati in Italia.

Nello specifico, la contestazione ha interessato le città di Napoli e Messina; per questo motivo è stato organizzato un incontro che si terrà il 5 giugno, proprio davanti ai tribunali.

A darne l’annuncio sono i delegati dell’Unione praticanti avvocati, che ha organizzato delle proteste sul territorio; questo a causa dell’impossibilità di spostarsi tra le regioni e di raggiungere la capitale.

L’Upavv ha diffuso un comunicato nel quale ha asserito: “A causa dell’evidente difficoltà di uno spostamento tra le Regioni e per evitare ogni forma di contagio, l’associazione Unione praticanti avvocati rende noto che il 5 giugno, a partire dalle 11 si terrà un sit-in nei pressi dei Tribunali di Napoli e Messina“.

I motivi della protesta dei Praticanti Avvocati

Il comunicato prosegue chiarendo i motivi della protesta, a prendere la parola è il presidente dell’Upavv, che ha dichiarato:

“Questa protesta vuole dare un segnale forte al Governo e al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede; vuole evidenziare le condizioni degli oltre 25.000 aspiranti avvocato che stanno aspettando ancora di conoscere gli esiti dell’esame di abilitazione 2019”.

Il presidente dell’Upavv mette l’accento sulla situazione causata dall’arrivo del Coronavirus: “Un clima difficile, reso ancora più complesso dai rallentamenti delle correzioni degli elaborati scritti causa Covid-19. La manifestazione prevista sarà pacifica e silenziosa, durerà pochi minuti, nei quali i praticanti avvocato mostreranno il codice, la laurea o il tesserino identificativo”.

Il presidente Claudia Majolo ha sottolineato il bisogno di un intervento del Ministro Buonafede, asserendo:

“Un grido di dolore, anche se accompagnato da un dignitoso silenzio, è l’unico modo per chiedere un’attenzione riservata ad altre categorie professionali, ma mai presa in considerazione, come nel caso dell’avvocatura, nonostante l’innegabile valore morale e professionale vantato dalla figura dell’avvocato. È gradita la presenza di altre associazioni forensi”.

Una situazione incresciosa, che evidenzia le difficoltà vissute da una categoria professionale.

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