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sabato, 8 Maggio 2021

Globalismo affettivo: la scuola si modernizza

Il Globalismo affettivo migliora i risultati nella letto-scrittura già durante la scuola dell'infanzia, prevenendo importanti disturbi: si è diffuso in Campania due anni fa

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Rosalba Caramiello
Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

La scuola si modernizza e fa fronte alle crescenti problematiche dei suoi studenti con sempre maggiore dedizione ed energia.

Aumentano difatti le difficoltà inerenti alla letto-scrittura tra i banchi delle scuola dell’infanzia, difficoltà che, nel corso della scuola primaria, possono tramutarsi in Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), Disgrafia (disordine della scrittura), e Dislessia, (disordine della lettura).

Il MIUR, nell’indagare la prevalenza di certificazioni DSA, nell’anno 2015/16, aveva già osservato un incremento assoluto dello 0.5% rispetto all’anno precedente. Tali incrementi raggiungono però l’apice durante gli anni della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Si è pensato bene di correre ai ripari partendo dalle basi, cioè dall’apprendimento dell’alfabeto.

E’ quanto si cerca di realizzare col metodo del “Globalismo Affettivo”, ideato dal docente Vito De Lillo che se ne occupo a partire dagli anni ’80.

La portata pedagogica dell’evento è stata immane ed ha percorso tutta Italia, con progetti disseminati dal Sud al Nord.

Già nel 2008 le sperimentazioni presero il via in Puglia, col supporto di due osservatori, necessari per testare la riuscita scientifica del metodo, e con la collaborazione dell’ANPE (Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani).

Il principio-chiave da cui si comincia per far sì che il bambino impari le lettere dell’alfabeto poggia sull’analisi della forma della stessa lettera.

Si inizia col raccontare una storia che tratti di come quel grafema ha avuto origine: per esempio, nel caso della “A”, due alberelli, stanchi di starsene da soli, hanno provveduto ad unirsi in un abbraccio, conferendo così alla “A” la sua tipica curvatura.

Si genera, in questo modo, umanizzando la lettera, anche una connotazione emotiva della storia che permette al bambino di dare senso alla lettera, interiorizzandone il significato per via del ricordo della storia, tinta emotivamente.

Lo strumento tecnologico, quale può essere un audio o un filmato, agisce poi da rinforzo.

La capacità, inoltre, da parte di bambini e maestre di drammatizzare la storia che accompagna la lettera si erge a strumento imprescindibile per adoperare la fantasia del bambino e fargli fare ingresso in un contesto di gioco, abbandonando il campo dell’insegnamento tradizionale, così da suscitare sentimenti positivi.

Il metodo del Globalismo affettivo è approdato anche a Positano, Montepertuso e Praiano, diffondendosi in Campania, suscitando l’entusiasmo dei genitori, sbalorditi nel vedere i loro figli di soli 3 e 4 anni conoscere le lettere e, addirittura, l’alfabeto per intero.

Il progetto ha visto la luce già due anni fa ed è stato validato anche per i casi di disabilità.

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