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Forio d’Ischia: la suggestiva Corsa dell’Angelo

A Forio, uno dei comuni più estesi dell’isola d’Ischia, oggi, giorno di Pasqua si è svolta la tradizionale “Corsa dell’Angelo”. Un momento unico per quanti lo organizzano e soprattutto per chi assiste al suggestivo evento pasquale, organizzato dall’antica arciconfraternita di Santa Maria Visitapoveri che ha sede nella chiesa omonima a Piazza Municipio.

Della celebre Corsa dell’Angelo si ha notizia a partire dal 1618, probabilmente sorta nel clima spirituale del periodo della riforma cattolica, quando la religiosità era caratterizzata da un complesso di pratiche che prendevano forma in atti, gesti e con rappresentazioni di argomento ovviamente religioso.

La sacra rappresentazione che si svolge ogni anno a Pasqua, a Forio d’Ischia, ha in realtà un forte valore poetico che si rifà a Jacopone da Todi, che secondo quanto si è appreso negli anni, avrebbe inventato tale evento. Oggi la statua originale non corre più, e si può ammirare nella chiesa dell’Arciconfraternita. Il suo ruolo lo svolge una copia realizzata circa venti anni fa.

La Corsa dell’Angelo si svolge nel Corso di Forio, scandita dal canto dell’antifonia liturgica “Regina Coeli”. La Madonna, il Cristo Risorto, San Giovanni Apostolo e l’Angelo, sono le quattro statue che vengono portate in processione il giorno di Pasqua; le prime, scolpite in legno da un artigiano di Napoli, risalgono al periodo che va tra il 1756 e il 1757 mentre l’Angelo, che si conserva nell’Arciconfraternita Santa Maria di Visitapoveri, fu scolpito da Vincenzo Mollica e ricoperto d’oro zecchino.

La cerimonia inizia alle 10:30 del mattino con la Santa Messa dopo la quale parte il corteo inaugurato dallo stendardo azzurro e lo storico pennacchio con bianche penne di struzzo, seguono la croce della Cronfraternita, la statua dell’Angelo e quella del Cristo risorto.

Dopo tre inchini l’Angelo spicca la prima corsa e arrivato al crocevia, il coro intona il”Regina Coeli” e ripete tre inchini ma questa volta verso la Madonna.

Voltato l’angolo, l’Angelo ripete i tre inchini, non più dinanzi a Cristo ma dinanzi alla Madonna mentre il popolo intona sempre più forte il Regina Coeli.

L’Angelo, ricoperto d’oro zecchino, si ferma sotto il campanile della chiesa di Santa Maria di Loreto mentre la Madonna e San Giovanni si incamminano sul corso verso il Cristo.

È in piazza che si assiste allo spettacolo finale, quello più emozionante dove è un tripudio di colori a prendere il sopravvento, il velo della Madonna scivola dal suo volto e la statua, in spalla a quattro uomini e ha inizio una corsa verso suo figlio risorto dai morti. Solo alcune famiglie detengono il diritto di portare in spalla i Santi; si tratta di coloro che sin dal passato hanno contribuito all’organizzazione di tale evento che ogni anno attira tantissime persone, non solo isolani, ma anche turisti.

La corsa dell’Angelo è un momento imperdibile della tradizione pasquale e religiosa ischitana.

 

Immagine in evidenza: Michelangelo Ambrosini