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Filippo Turetta non incontra i genitori

Filippo Turetta non incontrerà i genitori, nonostante avesse chiesto più volte di vederli.

Il giovane, per la prima volta, avrebbe potuto rivedere il padre e la madre dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin e l’arresto, ma la mamma e il papà del giovane, accusato dell’omicidio della fidanzata, Giulia Cecchettin, hanno rinunciato alla visita in carcere.

Questo pomeriggio il difensore di Turetta ha spiegato che i genitori hanno dichiarato di non esser pronti ad affrontare un incontro ad alta intensità emotiva; ciò anche per il clamore mediatico che la terribile vicenda ha suscitato.

Per il momento non incontreranno il figlio in carcere, all’indomani dell’interrogatorio di garanzia, oggi c’era grande attesa. Un incontro straordinario perché oggi non è giorno di visita, concordato affinché il ragazzo non incrociasse gli altri detenuti. Filippo aveva chiesto insistentemente di vedere i genitori. Ma Nicola ed Elisabetta hanno preferito far slittare l’incontro. Del resto le prime parole pronunciate dal papà del giovane, non lasciavano trapelare un’apertura da parte dell’uomo nei confronti del figlio.

Al momento Filippo può contare solo sul supporto del proprio legale. Impossibile sapere quando i genitori decideranno di recarsi in carcere. Probabilmente solo quando le luci della ribalta mediatica andrà scemando, così come ha dichiarato il cappellano del carcere.

In realtà il mancato incontro potrebbe rientrare in una precisa strategia investigativa. Ricordiamo che le visite in carcere sono intercettate e probabilmente, essendo il giovane particolarmente provato psicologicamente, avrebbe potuto rivelare dettagli problematici per la difesa.

Intanto Filippo Turetta ha dichiarato: Sono affranto per la tragedia che ho causato e sto provando a ricostruire cosa sia scattato in me quel giorno”. Il ragazzo durante la breve confessione di ieri, ha fatto intendere di essere in preda ad un raptus. Ipotesi che ovviamente non convince la famiglia di Giulia, in silenzio fino ad oggi ma pronti ad opporsi se Filippo fosse sottoposto a perizia psichiatrica.

La famiglia della giovane vittima è pronta a opporsi nel caso in cui la difesa del 22enne, ora rinchiuso a Verona, voglia usare la strategia difensiva del “vizio di mente”. Intanto si attende di sapere la data dei funerali.