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Esce al cinema : “Marcellino pane e vino”

Marcellino pane e vino è un fim spagnolo tratto dall’omonimo romanzo di José María Sánchez Silva, noto come scrittore per l’infanzia.

È stato considerato per anni un vero must per le famiglie ed appartiene sicuramente a quella cinematografia intramontabile.

Si tratta sicuramente di una storia semplice, senza quegli arzigogoli che sembrano necessari nei film di oggi, ma non si può non restare rapiti dall’ inizio alla fine della pellicola.

Il film che debbutò in spagna 24 febbraio 1955 arrivò in Italia a settembre.

Marcellino pane e vino: storia di un Santo

La storia nasce da una leggenda legata alla vita di San Marcellino.

Il film inizia con frate francescano che racconta ad una bambina gravemente malata la storia del Santo, mentre tutto il paese si reca al convento per onorare il Santo.

Siamo alla fine  delle ostilità tra Spagna e Francia ed un gruppo di frati decide di recuperare un vecchio castello per farne un convento francescano.

Una mattina davanti all’ingresso dell’edificio i frati trovano una cesta con un bambino che, dopo aver cercato invano di affidare a una famiglia, decidono di allevare da soli dandogli il nome del santo del giorno in cui era stato ritrovato: Marcellino.

Marcellino è un bimbo molto buono che  cresce senza coetanei con cui giocare. Per questo si crea un amico immaginario che chiama Manuel.

La sua spensierata quotidianità lo porta per caso nella soffitta dove, affisso alla parete, c’è un crocifisso a grandezza naturale al quale il piccolo decide di portare acqua e vino pensando così di alleviarne la sofferente magrezza. Ne nasce un’amicizia speciale che conduce Marcellino a realizzare ciò che più desidera: vedere sua madre.

Premi e riconoscimenti

Il piccolo attore interprete del film “Marcellino, pane e vino” , Pablito Calvo ottenne una menzione speciale all’ottavo Festival di Cannes.

Tre anni dopo la piccola star spagnola recitò al fianco del “principe della risata”, al secolo Antonio de Curtis, nel film “Totò e Marcellino” diretto da Antonio Musu. Anche lo scrittore Silva beneficiò della popolarità della pellicola: il suo romanzo, tradotto in trenta lingue, vendette oltre nove milioni di copie.