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Lacryma Christi, la “lacrima divina” del Vesuvio

Il Vesuvio, l’imponente figura che domina Napoli, suscita dai tempi più antichi emozioni contrastanti: incredulità, meraviglia, stupore e, talvolta, timore. In questa varietà così ampia di sensazioni ed impressioni, che lasciano spazio alla soggettività dell’individuo, nascono delle storie che entrano a far parte della cultura locale. In questo contesto variegato nasce il Lacryma Christi del Vesuvio, un vino prodotto sul territorio di Napoli, sul quale ci sono svariati racconti. Secondo alcune leggende, questa bevanda rosso rubino, sarebbe nata per celebrare la lava del Vesuvio e, proprio a causa del colore che la contraddistingue, la ricorderebbe.

Sulle origini di questo vino si pronuncia anche Marziale, che disse: “Haec iuga quam Nysae colles plus Bacchus amavit, Bacco amò queste colline più delle native colline di Nisa”.

Secondo altre leggende, Dio avrebbe riconosciuto nel Golfo di Napoli un luogo simile al paradiso, di incredibile bellezza, e dalle sue lacrime sarebbe nato il Lacryma Christi del Vesuvio.

Secondo un’altra versione, Cristo fece visita ad un eremita e trasformò la sua bevanda mediocre in un vino superbo. Altre versioni cristiane, derivanti dalla mitologia pagana, si legano all’affresco di Bacco sul Vesuvio, conservato nella Casa del Centenario a Pompei.

Curzio Malaparte riprende la storia di questo vino in “La pelle”, dove ne valorizza le qualità ed esorta a berlo.

Il Lacryma Christi veniva prodotto anticamente da alcuni monaci, il cui convento era situato ai piedi del Vesuvio. Pare che nel corso degli anni i Padri Gesuiti, padroni di vaste terre in quelle località, divennero produttori esclusivi di questo vino. Nonostante l’illustre passato del Lacryma Christi, la DOC nasce solo nel 1983.

Un vino dal sapore intenso, prodotto in uno dei luoghi più importanti e suggestivi delle Campania. Figlio del Vesuvio e della sua storia, porta i sapori di questa regione sulle tavole di tutto il mondo.