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venerdì, 21 Gennaio 2022

Ennesimo caso di violenza domestica, la vicenda a Milano

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L’ennesimo caso di violenza domestica. I protagonisti di questa vicenda sono una donna di 90 anni, la quale era affetta da Alzheimer, ed il marito poco più giovane di lei, di 88 anni. La violenza è stata commessa a Milano, nella loro abitazione a via Risorgimento. L’orario in cui è stato commesso il delitto si suppone che sia stato con le prime luci dell’alba di oggi, venerdì 15 gennaio.

Ennesimo caso di violenza domestica: uccisa una donna di 90 anni dal marito

Dall’inizio della pandemia sono stati tanti i casi di violenza domestica questi, già frequenti normalmente, con l’arrivo della pandemia sono stati sempre più frequenti. L’ultimo caso è di stamattina a Milano intorno alle 6.

La vittima era una donna di 90 anni che è stata uccisa dal marito nella propria abitazione.

La donna, come altre persone arrivate ad una certa età, soffriva di Alzheimer e il marito badava a lei.

Le indagini sono svolte dai carabinieri della compagnia di Sesto diretti dal maggiore Saverio Sica. Da quanto è stato ricostruito, l’omicidio è avvenuto al cumine di una lite scaturita per motivi legati alla malattia dell’anziana. La donna soffriva di Alzheimer già da alcuni anni, ma, negli ultimi giorni, aveva subito un grave peggioramento dal punto di vista caratteriale.

L’uomo dopo aver strangolato e ucciso la moglie ha telefonato subito alla figlia, che vive in Brianza. Proprio la figlia ha chiamato subito i soccorsi.

I carabinieri di Sesto hanno affermato e sottolineato che si è trattato di un gesto causato dalla disperazione del coniuge: “I rapporti all’interno dell’abitazione avevano avuto un’evoluzione a causa della malattia”, ha puntualizzato il maggiore Sica “Sicuramente la situazione in casa non era semplice”, conclude il maggiore.

L’anziano è stato accompagnato in caserma dove è a fermo. Le persone che hanno interagito con l’anziano e che hanno visto l’abitazione descrivono il contesto in cui è avvenuta l’uccisione come di “estrema stanchezza e disperazione” da parte del coniuge, che si occupava costantemente della moglie.

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