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Differenti tipi di pizza in Italia: napoletana, casertana e romana

La pizza in Italia può essere di diversi tipi,  ne esistono tre differenti versioni.

La pizza è uno dei cibi più amati nel mondo, il suo profumo caldo e accogliente, l’inconfondibile aroma di basilico e i vari condimenti sono, almeno una volta a settimana, un richiamo impossibile da evitare.

Ebbene la pizza in Italia è fatta in tre modi diversi ed esistono tre tipi: la napoletana, la casertana e la pinsa romana

La pizza napoletana e la pizza casertana 

Secondo il disciplinare –La “Pizza Napoletana” STG è caratterizzata da un cornicione rialzato, di colore dorato, proprio dei prodotti da forno, morbida al tatto e alla degustazione; da un centro con la farcitura, dove spicca il rosso del pomodoro, cui si è perfettamente amalgamato l’olio e, a seconda degli ingredienti utilizzati, il verde dell’origano e il bianco dell’aglio, il bianco della mozzarella a chiazze più o meno ravvicinate, il verde del basilico in foglie, più o meno scuro per la cottura.

La consistenza della “Pizza Napoletana” deve essere morbida, elastica, facilmente piegabile; il prodotto si presenta morbido al taglio; dal sapore caratteristico, sapido, derivante dal cornicione, che presenta il tipico gusto del pane ben cresciuto e ben cotto, mescolato al sapore acidulo del pomodoro, all’aroma, rispettivamente, dell’origano, dell’aglio o del basilico, e al sapore della mozzarella cotta. La pizza, alla fine del processo di cottura, emanerà un odore caratteristico, profumato, fragrante».

La differenza sostanziale tra la pizza napoletana e quella casertana è principalmente nei tempi di lievitazione e idratazione.

La casertana, detta anche contemporanea o “canotto”, è caratterizzata da circa l’80% di idratazione; ciò permette di avere il caratteristico cornicione più alto rispetto a quella napoletana,e al contempo morbido e ben alveolato.

La pizza napoletana invece prevede un minor tempo di lievitazione e idratazione, circa il 50% di idratazione e circa otto ore di lievitazione; ciò permette di avere il caratteristico cornicione basso ma con un diametro decisamente maggiore rispetto alla pizza casertana.

La “pinsa” romana 

Questo tipo di pizza differisce completamente dalle prime due.

La pinsa romana ha la caratteristica di essere super croccante, ragion per cui l’impasto è molto sottile, dato che cresce pochissimo durante la cottura, però ha una lunga lievitazione di circa 24 ore.

Un’altra caratteristica sta nella miscela delle farine, a differenza di quelle della Campania che utilizzano un solo tipo di farina, questa viene fatta con farina di soia e di riso, in cui si possono aggiungere a piacimento miglio, farro, kamut e una piccola percentuale di farina di frumento.

La miscela di farine permette anche una maggiore digeribilità. E tu quale preferisci?