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lunedì, 15 Agosto 2022

Cultura, Pescara rende omaggio al Vate

La città natale del poeta Vate Gabriele d'Annunzio rende omaggio, in occasione del centenario dell'impresa di Fiume alla memoria ed al genio di una delle figure più controverse e innovative della storia e della cultura d'Italia.

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

I vari cartelloni e slogan comparsi per la città abruzzese che diede i natali al poeta-soldato e Vate della letteratura e della cultura italiana tra l’età umbertina e il Ventennio, Gabriele d’Annunzio lo annunziavano alla sua maniera, un originale, elegante parola in corsivo su uno spazio bianco.

“Velivolo” è stata la parola simbolo apparsa tra le mura di Pescara e tra i social per annunciare quella che si presenta come una settimana ricca di eventi, in omaggio al poeta che meglio incanalò lo spirito nazionale nell’immediato clima postbellico.

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Dal 7 al 15 settembre il comune di Pescara darà luogo ad iniziative allo scopo di celebrare il centenario dell’inizio dell’impresa di Fiume, guidata dal “comandante” d’Annunzio a capo di alcuni reparti di Granatieri di Sardegna, il 12 settembre 1919.

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A cent’anni da quegli eventi che videro protagonista una parte d’Italia e il Vate, la terra che diede i natali al poeta per l’occasione ha creato anche un sito web, dannunzioweek.it, su cui a breve saranno rese note maggiori informazioni in merito alla chermesse.

Il centenario dell’impresa dannunziana ha offerto la possibilità per riscoprire un’eredità e un evento della storia d’Italia spesso tralasciato anche dagli stessi libri di scuola.

L’attività infaticabile del presidente del “Vittoriale degli italiani” Giordano Bruno Guerri, storico e giornalista esperto in ambito dannunziano, insieme a quello di altri esponenti del mondo culturale ed intellettuale italiano, anche dello spettacolo, se si evince l’interesse per l’attore personaggio, di Sergio Castellitto e Edoardo Sylos Labini, rendono la figura intellettuale e l’eredità culturale del d’Annunzio nuova linfa, eliminando anche gli strascichi polemici dell’etichetta fascista spesso addebitata con errore al pescarese.

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