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Cina, migranti africani sfrattati: “Salvateci dall’inferno”

In Cina, nelle ultime ore, migliaia di migranti africani tra kenyani, ghanesi, nigeriani, sudanesi hanno iniziato una protesta tramite social sulle condizioni che si stanno venendo a creare.

Maltrattati e cacciati dalle loro abitazioni hanno iniziato a postare sui social dei video che raccontano quelli che sono atti di discriminazione e razzismo.

Nei video, molti raccontano di star dormendo per strada poiché non hanno luogo in cui alloggiare, vivendo in strada, sotto i ponti ed elemosinando del cibo.

I filmati sono diventati virali sui social e gli ambasciatori cinesi si sono ritrovati alle prese con i governi africani per cercare di spiegare la situazione venutasi a creare.

Gli episodi di discriminazione creatisi sono hanno un picco maggiore nella città di Guangzhou, denominata anche ‘Piccola Africa’, uno tra i più importanti snodi commerciali.

Le denunce virali arrivate dai migranti hanno portato a un trambusto diplomatico andando a coinvolgere l’Unione africana, vari governi africani e persino gli Stati Uniti che sono intervenuti contro Pechino.

In uno dei video si sente un gruppo di africani inseguiti dai poliziotti: “Ci inseguono, ci cacciano da casa. E non ci danno neanche una stanza in albergo.

La Cina, che ha da poco aperto il focolaio di Wuhan e che sta allentano man mano le misure di restrizione, si è trovata a registrare nuovi casi di contagio, pochi ma comunque importanti.
Questo è successo anche a Guangzhou, dove un nigeriano risultato positivo ha irresponsabilmente violato la quarantena andando in un ristorante ed esponendo al contagio il proprietario e la figlia di 8 anni.
Secondo alcuni, si pensa che sia questo l’elemento che ha portato all’inizio dei maltrattamenti e degli sfratti a danno dei migranti.
Uno studente ungherese di 24 anni si è trovato così in strada, ad elemosinare del cibo: “Ho dormito sotto il ponte per quattro giorni, senza cibo. Non lo posso comprare da nessuna parte, perché non me lo vendono.

Oggi, Pechino, si è ufficialmente espressa sulla situazione e il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian ha dichiarato: “Non vi è stata alcuna discriminazione nei confronti dei ‘fratelli africani’ nel Paese.”

Lo stesso ha poi respinto le accuse di maltrattamenti fatte dagli statunitensi, accusando a sua volta proprio Washington di manipolare la situazione con lo scopo di danneggiare le relazioni tra Cina e nazioni africane.