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giovedì, 20 Gennaio 2022

9 novembre del 1989: crolla il muro di Berlino

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Oggi, 9 novembre 2020 sono passati 31 anni dalla caduta del muro di Berlino.

Il simbolo della divisione tra i cittadini tedeschi è crollato il 9 novembre del 1989.  Dunque, si evidenzia che i lavori al muro iniziarono il 13 agosto del 1961. Tutti i cittadini erano increduli davanti all’opera dell’unità armate.

Dopo l’innalzamento del muro, i soldati della Repubblica Democratica tedesca ebbero il compito di sparare a tutti coloro che avessero tentato di oltrepassarlo.

A tal proposito, si sottolinea che poi intorno al muro ci furono:

  • filo spinato con corrente ad alta tensione
  • mine antiuomo.

Per evitare le fughe, il muro venne ispessito in una parete di cemento alta 4 metri con una parte semisferica in modo che le persone nel tentativo di fuggire non si potessero aggrappare a tale estremità.

Il muro di Berlino era circondato dalla cosiddetta “striscia della morte“, formata da:

  • un fossato
  • filo spinato
  • strada, dove vigilavano militari con cani h24.
  • recinzioni ulteriori.

In aggiunta, è opportuno dire che nel Museo del Muro di Checkpoint Charlie sono custodite le storie più strane di chi è riuscito a superare il muro. Quindi, il muro di Berlino fu una cinta muraria che divise la città durante la Guerra Fredda in Berlino est e Berlino ovest.

Poi, il 9 novembre del 1989, Gunther Schabowski, leader della Sed, partito comunista di Berlino Est annunciò che il muro sarebbe stato aperto per permettere viaggi personali all’estero.

Dopo l’annuncio, scoppia subito una grande festa generale.

Le persone, muniti di martelli e picconi iniziarono ad abbattere piccoli pezzi del muro. Si racconta che chi non avesse nulla per abbattere il muro lo graffiò.

Tuttavia, si ricorda che la riunificazione tra Germania est e Germania ovest avvenne ufficialmente il 3 ottobre del 1990.

Come si è giunti a questo annuncio ufficiale ma così tanto inaspettato e improvviso?

Infatti, pare che siano stati quattro giornalisti a mettere alle strette Schabowski, tra cui Riccardo Ehrman, corrispondente dell’ANSA, che aveva chiesto se il governo non fosse pentito per una serie di restrizioni ai viaggi verso alcuni paesi comunisti.

Schabowski rispose di no e confusamente leggendo male i suoi appunti disse che i viaggi erano permessi e a tutti sembrò che stesse annunciando la caduta del muro. Da lì, fu grande festa.

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