Caivano, ancora emergenza rifiuti alla Mameli

La guerra tra commissione straordinaria e la ditta di raccolta rifiuti persiste alla ricerca di uno spiraglio per la risoluzione della drammatica condizione in cui versano le aree urbane, sommerse di tonnellate di spazzature. A ciò si unisce anche la beffa, perchè parallelamente sono partite le imposte sui rifiuti, che in tre anni hanno registrato un'impennata senza avere garanzie per il servizio di raccolta. Permane la tragica condizione dell'Istituto Comprensivo Mameli di via Caputo, circondato da orde di sacchetti.

L’emergenza rifiuti nell’area nord della provincia di Napoli prosegue in maniera selvaggia.

Lo guerra tra il Commissione straordinaria di Caivano e la ditta Buttol incaricata della raccolta rifiuti , che da tre anni ha istaurato un mero braccio di ferro con le autorità locali e che nelle ultime ore sta facendo aggravare la situazione sanitaria e ambientale nel suddetto comune con lo sciopero degli addetti, non ha portato ancora una risoluzione della drammatica situazione che sta colpendo l’intera cittadinanza caivanese.

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Ad incrementare il rammarico da parte della cittadinanza contribuisce anche l’arrivo in queste settimane delle imposte sui rifiuti, che in questo ultimo triennio hanno subito un’impennata senza avere il corrispettivo servizio di raccolta .

Ad accrescere le tensioni vi è anche la decisione che filtra da parte delle autorità, dopo le vicissitudini tra Commissione e Buttol con tagli di stipendi e irregolarità di un contratto in tre anni mai definito, di affidare ad una nuova ditta privata la raccolta dei rifiuti sul territorio.

Ma, in attesa di nuovi svolgimenti nelle dinamiche dell’emergenza rifiuti che da oltre un mese sta dilaniando il territorio, permane lo stato di insalubrità e il rischio ambientale per lo sversamento di rifiuti in strada a via Caputo, nei pressi dell‘Istituto Complessivo Goffredo Mameli.

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Nonostante le segnalazioni da parte dei cittadini i cumuli di spazzatura circondano ancora l’edificio scolastico, i piccoli studenti per abbeverarsi al calice della conoscenza devono attraversare il tanfo nauseabondo dei sacchetti e stormi di mosche e insetti, con il rischio di ulteriori danni per la salubrità dell’edificio e per la salute degli studenti.

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Già Arpac e Asl avevano segnalato tra la fine di agosto e i primi di settembre la situazione drammatica della zona di Caivano sul piano ambientale, eliminando qualsiasi ipotesi di stoccaggio nell’area industriale di Pascarola, dopo la chiusura del termovalorizzatore di Acerra.

 

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