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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Violenza sulle donne: Turchia lascia la convenzione di Istanbul

La Turchia lascia la convenzione di Istanbul del 2011 tramite decreto presidenziale: indignazione dell'Europa nei confronti di questo "enorme passo indietro".

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

La Turchia lascia la convenzione di Istanbul, un trattato risalente al 2011 per prevenire la violenza domestica e tutelarne le vittime. Lo stabilisce un decreto presidenziale firmato oggi che ha causato l’indignazione da parte dei partiti d’opposizione e dell’Unione Europea. 

La convenzione di Istanbul impone ai governi che vi aderiscono di adottare una legislazione che tuteli vittime di violenza domestica. I conservatori turchi, legati all’Islam oltranzista, hanno rilasciato preoccupanti considerazioni in merito alle tutele offerte dalla convenzione.

Sostengono, infatti, che una tale legislazione mini l’unità familiare e incoraggi il divorzio. Inoltre, sempre secondo i conservatori, tali provvedimenti darebbero troppo spazio alla comunità Lgbtqa+ e alla sua accettazione nella società turca.

Non è assolutamente un caso che tale provvedimento si verifichi in questo momento: la popolarità del presidente Erdogan è in netto calo. Tale manovra potrebbe essere un espediente per guadagnarsi nuovamente la fiducia dei conservatori estremisti. 

Violenza sulle donne in Turchia: un grave problema

La violenza sulle donne e il tasso di femminicidi in Turchia sono un problema molto grave. Secondo il gruppo che tutela le vittime di violenza domestica We will stop Feminicide Platform, la scorsa estate, in Turchia, sarebbero state assassinate 300 donne. 

Nel frattempo scoppia online anche l’indignazione di donne e uomini turchi attraverso l’hashtag #istanbulconventionsaveslives. Si ripromettono di dare filo da torcere al governo e sottoporre la decisione di lasciare la convenzione alla Corte Costituzionale del Paese. 

Ankara abbandona la convenzione di Istanbul: la reazione dell’Europa

Tale manovra politica del presidente Erdogan ha scatenato l’indignazione in Europa. Il Segretario Generale del del Consiglio d’Europa, Marija Pejcinovic Buric, ha dichiarato dopo l’annuncio dal ritiro dalla convenzione: “è un enorme passo indietro che compromette la protezione delle donne in Turchia, in Europa e anche oltre”.

Aggiunge, poi: “la convenzione è stata firmata da 34 Stati europei ed è considerata lo standard internazionale per la protezione delle donne dalla violenza che subiscono quotidianamente”. Il consiglio d’Europa non avrebbe ricevuto in merito alcun preavviso.

 

 

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