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giovedì, 6 Ottobre 2022

Tempo d’avvento in lockdown e l’otium del libro e del film

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

La stagione dell’avvento in chiusura forzata può annoiare e rendere le giornate del prossimo ponte dell’Immacolata e delle festività natalizie un’agonia su cui brillano le luci dell’albero.

Il tempo libero in quest’attesa d’avvento, lontana dalla movida può essere la riscoperta della lettura, un libro che sappia rallegrare e intrattenere in maniera boccacciana se stessi e gli altri.

Il rapporto tra libro e il Natale è tra le filigrane privilegiate dalle grandi penne oltre ad esser ottimali idee regali ricercati in periodo d’avvento e pre-natalizio.

A far da compagno al volume cartaceo o digitale, innumerevoli sono i film cult delle festività natalizie da usufruire sul divano o a tavola.

Dopo il pranzo domenicale e nei pomeriggi lungi dalla caotici dei centri commerciali o delle frenetici eventi sportivi, il relax ludico del sano otium è una scelta capace di mettere d’accordo tutti.

Dal vasto repertorio dei “Racconti di Natale” di Charles Dickens, A Christmas Carol e “Il Grinch” del dr. Seuss vanno ad allegarsi altri titoli nomenclatori dell’immaginario natalizio come “Lo schiaccianoci e il regno dei Topi” di E.T.A. Hoffmann.

Immancabili alla “vertigine della lista” del libro vi sono anche voci anomale come Truman Capote oppure la verve narrativa di Nikolaj Gogol.

A seguire, la settima arte non può venir meno all’interno dell’estetica dell’intrattenimento domestico e familiare, avente dalla sua parte la capacità di raccordare largamente i gusti dello spettatore.

Oltre ai cult anni 80′-90′ di “Mamma ho perso l’aereo” di Kevin McCullister e ai canonici “Una poltrona per due” e “Il principe cerca moglie” interpretati da Eddy Murphie che insieme a “Una promessa è una promessa” interpretato da Arnold Schwarznegger numerosi sono i titoli del “cinepanettoni” diretti dai fratelli Vanzini, senza dimenticare “Miracolo sulla 34esima strada” del 1947.

Ma il tema natalizio può anche sfociare nel black humor capace di metter l’accento sul disinganno dello stesso Natale, mettendone in evidenza l’aspetto consumistico e l’egoismo soggiacente come la saga di “Babbo bastardo” del 2003.

La veste d’animazione di marca Disney non sfugge all’amante del genere natalizio, come il remake di Canto di Natale con Topolino e co. e riproposto nuovamente in tempi recenti.

 

 

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