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Sartre rifiuta il premio Nobel, 22 ottobre 1964

Il 22 ottobre 1964 Sartre segna una data di non ritorno nella world history, parimenti per la mondialità della cultura. 

Il filoso e scrittore Jean-Paul Sarte, filosofo e scrittore francese, al rumor di cronaca tra i fautori della corrente dell’esistenzialismo novecentesco con nomi quali Jaspers e Camus viene insignito di uno dei massimi riconoscimenti da parte dell’Accademia di Stoccolma del Premio Nobel per la letteratura.

Sartre è noto per aver dato una nuova linfa all’epistemologia critica verso nomi della grande letteratura francese ottocentesca, di cui val la pena ricordare il saggio su Baudelaire del 1946, in cui la poesia dei Fiori del male viene vagliata tenendo conto del testo lirico come significante della personalità di Baudelaire, del rapporto morboso con il materno che incide sulle figure femminili decantate, il sadismo lacerante e lacerato dell’Io e il legame eretico con la spiritualità.

Parimenti la scrittura narrativa di Sartre è un mero tentativo di spezzare le redini del romanzo canonico, come si evince dal ricorso alla struttura diaristica per La Nausea del 1938, quale critica dell’aspetto mimetico e verisimigliante attraverso la destrutturazione della trama, presentando alcune delle cifre del suo pensiero come l’esistenza quale rapportata alle categorie di libertà e azioni mai autonome.

A spingere l’Accademia al conferimento del Nobel vi era anche un motivo valido, spesso dimenticato, ovvero l’uscita dell’autobiografia del filosofo, Le parole, divenuta nomenclare titolo per gli studi sul pensiero sartriano.

Il rifiuto di Sarte all’Accademia svedese poggiava su una motivazione princeps da parte del filosofo, ovvero l’esser innalzato a figura al rango di demiurgo del pensiero con responsabilità morali e civili, quindi contrastante con la categoria di libertà sviluppata attraverso la sua riflessione.

Fece scalpore oltre al rifiuto, anche la seguente dichiarazione di Sartre: “Nessun uomo merita di esser consacrato da vivo”.

In verità, la posizione di Sartre era fermamente coerente con altri rifiuti svolti antecedentemente al Nobel, come il rifiuto della Legion d’Onore nel 1945 e una cattedra onoraria al Collegio di Francia, a cui si allega il rifiuto sospinto anche da motivazioni politiche, del Premio Lenin per la pace, propugnando l’autonomia dal clima sovietico e il distacco dalla sinistra francese.

 

Domenico Papaccio
Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."