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giovedì, 27 Gennaio 2022

Sama El Masry, condannata in Egitto per immoralità

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

Il Tribunale del Cairo ha condannato Sama El Masry, 42 anni, danzatrice del ventre, a 3 anni di carcere. Prevista per la donna anche una multa di circa 16500 euro. L’accusa è incitazione all’immoralità e alla dissolutezza. Il fatto ha alimentato ancora di più il dibattito sui diritti delle donne in Egitto.

La danzatrice dei social

Sama è una delle danzatrici del ventre più famose in Egitto, seguitissima su Instagram e su Tik Tok. La sua arte, la danza del ventre, è una danza antichissima che si è sviluppata nelle corti principesche del medio-oriente. In tutti i paesi arabi è riconosciuta come parte integrante della tradizione artistica-culturale e dei momenti di festa.

L’arresto di Sama

Il 23 aprile le forze dell’ordine egiziane avevano arrestato la donna per aver pubblicato foto e video sul social network Tik Tok in contrasto ai valori morali egiziani. L’arresto è stato prolungato più volte fino alla condanna in questi giorni. Sama ha già riferito ai media che farà appello, sostenendo che quelle immagini  e quei video in realtà le erano stati rubati e dunque pubblicati senza il suo consenso.

Il Tribunale del Cairo accusa Sama anche di “atti osceni in luogo pubblico”, “incitamento alla prostituzione”, “violazione dei valori familiari della società egiziana”.

Libertà e dissolutezza

John Talaat, membro del parlamento egiziano sulla vicenda ha asserito: “C’è una gran differenza tra libertà e dissolutezza. Lei ed altre influencer stanno distruggendo i valori della famiglia e le tradizioni, un’attività vietata dalla legge e dalla costituzione”.

Non è la prima volta che in Egitto celebrità ed influencer vengono accusate di attaccare la morale pubblica. Nel 2018 due avvocati egiziani mossero l’accusa di indecenza pubblica alla nota attrice Rania Youssef. Il motivo consisteva in un abito troppo succinto che aveva indossato al Cairo Film Festival di quell’anno. L’attrice rischiò una detenzione di 5 anni.

Entessar Al-Saeed, avvocato membro del Cairo Centre for Development and Law, ha sostenuto: “La nostra società conservatrice fa fatica ad accettare i cambiamenti della tecnologia, che hanno un ambiente e una mentalità completamente differenti”.

 

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