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mercoledì, 1 Febbraio 2023

Non solo Casamicciola: il cambiamento climatico è responsabile di molte catastrofi

Per Sima frane e smottamenti come Casamicciola sono da imputare ai cambiamenti climatici che amplificano il numero di eventi estremi

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Frane, smottamenti, alluvioni sono eventi estremi a cui ci stiamo a malincuore abituando.

Secondo i calcoli della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), nel 2022 si sono registrati 130 eventi estremi legati al clima: è il numero più alto della media annua dell’ultimo decennio.

Un record nero a cui assistiamo, figlio dei cambiamenti climatici.

Cambiamenti che alluvioni, grandinate fuori stagione, temperature altissime e episodi tragici come quelli di Casamicciola, rendono evidenti a tutti.

Ma se frane e alluvioni, la conta tragica delle vittime, come nell’isola Verde, portano alla caccia alle streghe, bisogna anche pensare a strategie concrete per invertire la rotta.

Frane e smottamenti: colpa dei cambiamenti climatici

Secondo quanto detto da Alessandro Miani, presidente della società Sima, la crisi ambientale ha la capacità “di influenzare l’intensità e il numero dei fenomeni meteorologici, rendendoli dunque più pericolosi e distruttivi”. Guardando ai dati diffusi dalla Sima, tra il luglio 2010 e il luglio 2022 in Italia si sono verificati 1.318 eventi estremi. Con forti conseguenze sul territorio e sui cittadini: 516 allagamenti da piogge intense, 367 danni trombe d’aria, 123 esondazioni fluviali, 55 frane da piogge intense.

Tra gli effetti più visibili del cambiamento climatico, mette in luce Miani durante un’intervista su Sky, c’è “l’anomala distribuzione delle precipitazioni, in riduzione entro una forbice compresa tra il 10 e il 60%”, che “sta prendendo sempre più la forma di eventi estremi concentrati in autunno-inverno, talora associati ad uragani mediterranei: 60 negli ultimi 40 anni, ma con previsioni di 3 nuovi eventi annui. A causa nostra nubifragi, alluvioni, trombe d’aria e cicloni in futuro saranno più numerosi e distruttivi”.

Quanto accaduto  a Ischia, mette in evidenza, casomai ce ne fosse ancora bisogno, che le strategie messe sino ad oggi in atto per contrastare i cambiamenti climatici non sono sufficienti e che bisogna lavorare a livello globale per risolvere la Questione.

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