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sabato, 2 Luglio 2022

Napoli: le otto statue dei re in Piazza del Plebiscito

In Piazza del Plebiscito a Napoli, sulla facciata del Palazzo Reale sono erette le otto statue degli otto Re del Regno di Napoli.

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Sul lato del Palazzo Reale, la facciata che dà su Piazza del Plebiscito, sono raffigurate le statue dei Re capostipiti di ogni dinastia che ha regnato su Napoli, che ripercorrono una storia lunga otto secoli. Le statue furono volute da Umberto I di Savoia nel 1890 con l’intento di abbellire la facciata di Palazzo Reale.

RUGGERO IL NORMANNO: è nato a Mileto nel 1905 ed è passato alla storia per colui che è riuscito a unificare tutti i piccoli regni del Sud Italia in lotta tra loro. Ruggero il Normanno fu un re furbo e attento alla cultura.

FEDERICO II DI SVEVIA: nasce a Jesi nel 1194. E’ stato uno dei più brillanti e carismatici uomini della storia medievale. Come i suoi predecessori, aveva la sua corte a Palermo e fu il fondatore della prima università laica del mondo a Napoli e promuoveva arte e letteratura.

CARLO D’ANGIÒ: nasce a Parigi nel 1226. La dinastia dei D’angiò giunse in Italia dalla Francia sfruttando il caos in cui era caduto il Regno di Sicilia dopo la morte di Federico II. Carlo spostò la capitale del regno a Napoli, proclamandosi per la prima volta Re di Napoli, dove iniziò una profonda riforma amministrativa e diede veste giuridica ai Sedili, le antiche assemblee rappresentative della città di Napoli, dove le decisioni valevano per tutto il regno.

Alfonso D’Aragona: dopo la morte di Ladislao di Durazzo, uno dei re più ambiziosi ed enigmatici della storia di Napoli, il regno cadde di nuovo nel caos. Il governo di Alfonso, nonostante un inizio violento, fu illuminato e, durante il suo regno, Napoli diventò un grande centro di cultura.

CARLO V D’ASBURGO: dopo lunghe guerra combattute, tra Francia e Spagna, per il controllo della penisola Italiana, nel 1516 venne siglata la Pace di Noyon. Da qui il Regno di Napoli e di Sicilia venne attribuito alla Spagna. Carlo V lo affidò al viceré Don Pedro di Toledo, il quale ridisegnò completamente l’assetto urbanistico della città, con Via Toledo e i Quartieri Spagnoli, spostò l’amministrazione della giustizia spostando i tribunali nel normanno Castel Capuano.

CARLO DI BORBONE: il 10 Maggio 1734 quando un appena diciottenne Carlo, riuscì a conquistare il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia, sottraendolo al disastroso ventennio austriaco. La città di Napoli divenne la capitale di uno stato sovrano e indipendente. Carlo di Borbone fu uno dei re più amati, innovatori e riformisti, infatti durante il suo governo la città di Napoli ebbe un’immensa rinascita. A lui sono legati alcuni dei gioielli architettonici più belli della città, come il Teatro San Carlo, la Reggia di Capodimonte, la Reggia di Caserta, Portici, l’Acquedotto Carolino, il Real Albergo dei Poveri e l’inizio degli Scavi di Pompei.

GIOACCHINO MURAT: fu Re di Napoli durante il cosiddetto periodo del decennio francese, in cui Napoleone stesso gli concede il prestigioso titolo di re al posto di Giuseppe Bonaparte. Murat amò talmente tanto il suo regno che, addirittura, arrivò a tradire Napoleone alleandosi con l’Austria pur di mantenere il suo trono. Introdusse a Napoli il Codice Napoleonico, legalizzando per la prima volta il divorzio e fondò la prima facoltà d’Ingegneria e il primo corpo di Pompieri d’Italia.

VITTORIO EMANUELE II: l’ultima delle statue di Palazzo Reale è quella di Vittorio Emanuele II, ma non è mai stato re di Napoli, perché re del Regno d’Italia. Con l’aiuto del primo ministro Camillo Benso conte di Cavour, Vittorio Emanuele di Savoia portò a compimento il processo di unificazione Italiana.

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