Le scarpette della Madonna Di Salvatore Savino

A Napoli, nei primi anni del 1300, con l’appoggio di Re Roberto D’Angiò e di sua moglie Sancha di Maiorca, viene istituita la Real Casa della Santissima Annunziata, che si occupa dei neonati abbandonati da ragazze madri o indigenti. E’ famosa la ruota presso cui venivano lasciati i piccoli per poi essere accolti all’interno della struttura dalle suore, chiamata degli esposti, da cui deriva il cognome più diffuso in città, Esposito.

Il fulcro della devozione è però la statua della Madonna Annunziata. Posta in una teca di vetro, in un lato della chiesa, quasi come nascosta ai curiosi, sembra una bambola di porcellana, dai lunghi capelli ( veri ) e un bell’abito damascato, che nasconde le scarpine. Le mamme che vogliono chiedere una grazia per i loro bambini, o le ragazze che non riescono a diventare mamme, pregano la Madonnina di esaudire i loro desideri, ed in cambio, spesso, offrono il taglio delle loro lunghe chiome. Il giorno dell’Annunziata, il 25 marzo, avviene la cerimonia del cambio delle scarpette. Un artigiano della zona confeziona un paio di scarpette nuove, perché quelle dell’anno precedente hanno la suola consumata. La leggenda vuole che ogni notte la Madonnina percorra a piedi decine di chilometri per andare ad accarezzare il viso di tutti i bambini che le sono stati affidati .

 

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