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sabato, 6 Marzo 2021

Industria in crisi: nel 2020 è calata a picco la produzione

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Anna Borriello
Mi sono laureata in filosofia e sto per terminare il percorso magistrale, inoltre studio canto da molti anni. Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Il 2020, anno difficile da dimenticare, si è finalmente concluso: è tempo di tirare le somme. Oggi, i dati ISTAT sulla condizione economica dell’industria italiana del 2020 non possono che delineare una situazione preoccupante. La pandemia ha mandato a picco la produzione industriale con un calo dell’11,4%. 

Dati di questa entità non si vedevano dalla crisi del 2009: è il secondo peggior risultato a partire dagli anni ’90. Questa flessione — spiega l’ISTAT — è estesa a tutti i principali raggruppamenti di aziende, senza eccezioni. Nel caso dei beni di consumo è la flessione più ampia mai registrata dall’ente.

La seconda ondata, inoltre, non ha lasciato margine di recupero per l’anno appena trascorso. Secondo i dati raccolti, il progressivo recupero dei mesi di marzo ed aprile ha subito una battuta d’arresto nei mesi recenti.

Industria in crisi: indice destagionalizzato ed indice complessivo

L’indice destagionalizzato, a dicembre 2020, è diminuito dello 0,2% rispetto a novembre. L’indice complessivo, corretto per gli effetti del calendario, diminuisce nel confronto annuo del 2% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21, a differenza dei 20 di dicembre 2019). Nella media del quarto trimestre si delinea una flessione dello 0,8% rispetto al mese precedente.

Preoccupa, tra tutte, la produzione di automobili che subisce una flessione senza precedenti. La produzione, secondo i dati ISTAT, avrebbe subito un calo del 13%. Il comparto dei cosiddetti beni strumentali — incluse, quindi, la fabbricazione di macchine, motori ed autoveicoli — è stato il più colpito dagli esiti della pandemia.

Se si considera il solo mese di dicembre 2020, l’industria automobilistica diminuisce la sua produzione del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2019.

La stima recente di Prometeia San Paolo non delinea di certo una situazione economica meno preoccupante. L’industria manifatturiera italiana chiuderà il 2020 con un calo del 10,2%. Una perdita equivalente a 132 miliardi di euro in meno rispetto al 2009.

Italia: una della nazioni più colpite d’Europa

L’Italia registra una delle performance peggiori a livello europeo. La Germania, per il 2020, subisce un crollo della produzione dell’8,5%. La Spagna, invece, del 9,4%. In attesa dei dati francesi, il cui arrivo è previsto entro domani, l’Italia si attesta come uno dei paesi europei più colpiti economicamente dalla pandemia.

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