Capodanno nel mondo

Le usanze e i costumi variano per ogni parte del mondo. Ciò vale anche per la ricorrenza di Capodanno, che non viene festeggiata in egual modo in ogni Paese.

Ciò che è diverso dal nostro abituale ci affascina sempre, accende in noi la curiosità e ci rende consapevoli di quanto il mondo non si limiti a quel che ci è solitamente noto, ma che esiste anche “altro” , altre culture, altre tradizioni e altre usanze. Il Capodanno è tra quelle ricorrenze che in ogni parte del mondo ha il suo modo di essere festeggiata.

In Giappone come si avvicina la mezzanotte i templi cominciano a suonare le loro campane, che vengono rintoccate 108 volte. Si dice che questi 108 rintocchi rappresentino il numero dei diversi peccati umani. Con questo rito i peccati dell’anno precedente vengono espiati e ha inizio la “purificazione”. In Giappone è questo il loro modo di salutare l’anno vecchio e di accogliere il nuovo.

In Svizzera si usa far cadere a terra una pallina di gelato, come garante di un anno pieno di fortuna. Questo è il rito a cui prendono parte bambini e adulti nella notte di San Silvestro.

In Estonia si usa mangiare 7, 9 o anche 12 volte il giorno di Capodanno. 7, 9 e 12 sono i numeri fortunati degli estoni. E’ il loro modo di augurarsi cibo abbondante per il prossimo anno.

In North Carolina (USA) si è soliti comprare un opossum il 31 dicembre che viene messo in una gabbia e liberato dopo il conto alla rovescia.

In Spagna ci si raccoglie nelle piazze o dinanzi agli schermi televisivi, stringendo tra le mani una ciotola con dell’uva verde. Quando le campane suonano per 12 volte, gli spagnoli devono cercare di mangiare il maggior numero di grappoli d’uva entro la fine dei rintocchi. Riuscire nell’impresa è segno di buon auspicio per il nuovo anno.

In Italia ,come ben sappiamo, è tradizione mangiare a Capodanno le lenticchie, poiché si ritiene che queste rappresentino la speranza di prosperità economica per il nuovo anno. Per questo la notte di San Silvestro si usa mangiare questo legume, accompagnato da zampone o cotechino.

Ovviamente questi sono esempi solo di “alcuni” Paesi e di “alcune” tradizioni, ma bastano per farci comprendere il fascino dell’eterogeneità nel mondo.

 

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