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Arte, Jan Fabre in rosso al Pio Monte

Violento, visionario, iperreale al limite del monumentale. Questi sono solo alcuni degli aggettivi possibili all’arte dello scultore fiammingo Jan Fabre.

Noto il suo rapporto con la Napoli del Caravaggio e con il Pio Monte della Misericordia, Fabre dopo l’ultima installazione sensazionale de “L’uomo che regge la croce”, tributo al Merisi e allo stesso calvario della vita umana ritorna con un nuovo percorso all’ ente partenopeo nato nel 600′.

Con quattro istallazioni permanenti Jan Fabre inaugura il ciclo rosso, come il corallo, materiale prediletto per questa nuova avventura estetica e un’ iconografica, visibile al pubblico a partire da domani 22 dicembre.

In diretto dialogo con l’arte del XVI e XVII secolo, Fabre abbraccia l’essenza dell’uomo materiale e spirituale, attraverso una simbologia evocativa posta nel cuore -simbolo caro al Barocco-che giganteggia su tutte le sue nuove opere dal titolo Purezza della Misericordia, Libertà della Compassione, Rinascita della Vita e Liberazione della Passione.

Richiami allegorici della compassione quanto dell’amore, ma allo stesso tempo inserite in un processo di emulazione e confronto con l’arte italiana barocca e il Caravaggio.

L’allestimento a cura di Melania Rossi avrà sede permanente nello storico ente e sarà predisposto in quattro nicchie smaltate di bianco, ove il vivo rosso del corallo assumerà un risalto maggiore.

Domenico Papaccio
Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."