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mercoledì, 22 Settembre 2021

Accordo tra Giappone e Vietnam per contenere l’influenza militare cinese

Un accordo per contenere l'influenza militare cinese in una zona lungamente contesa

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Giappone e Vietnam stringono un accordo per contenere la crescente influenza militare cinese. 

Il patto, stipulato proprio poche ore fa ad Hanoi, la capitale del Vietnam, dal ministro della Difesa giapponese Nobuo Kishi e l’omologo vietnamita Phan Van Giang, in un incontro coinciso con la visita di due giorni effettuata nella capitale vietnamita dal ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, sancisce la cooperazione tra i due paesi esportando attrezzature e tecnologie per la difesa di fabbricazione giapponese.

La situazione tra Giappone e Cina 

Il Giappone e la Cina sono coinvolti in una disputa territoriale: Tokyo protesta da tempo contro la presenza della guardia costiera cinese nel Mar Cinese Orientale vicino alle isole Senkaku controllate dai giapponesi, che anche Pechino rivendica e chiama Diaoyu.

I funzionari giapponesi affermano che le navi cinesi violano regolarmente le acque territoriali che rivendicano come giapponesi intorno alle isole, arrivando a minacciare anche i pescherecci.

La disputa tra le due nazioni ha radici profonde, sin dagli anni settanta: dal 1945 al 1972 le isole Senkaku furono occupate dal governo americano, dopo la fine dell’occupazione americana la zona è stata rivendicata sia dalla Cina che dal Giappone. 

Il motivo di tale accanimento che dura da allora ovviamente ha ragioni economiche. La zona fornisce delle enormi riserve di gas e olio minerale e della pesca delle acque circostanti, nonché il controllo sulle importanti rotte nautiche.

Nel 1951 si tentò di stipulare un contratto per gestire la situazione già potenzialmente problematica allora: secondo quanto stabilito dal Trattato di Pace di San Francesco, e dal Trattato di reversione delle Okinawa del 1969 tra USA e Giappone, le isole ritornarono sotto il controllo dell’amministrazione giapponese.

Il governo giapponese assegnò la giurisdizione delle isole al comune di Ishigaki ma, per non creare tensioni con Pechino, proibì lo sfruttamento e l’accesso alle isole.
I diritti di Tokyo sulle isole però non furono riconosciuti dalla Repubblica Popolare Cinese e dalla Repubblica di Cina (Taiwan), che non vollero firmare il trattato di San Francisco.

Il governo cinese contestò l’accordo secondo due punti: dal punto di vista storico le Senkaku fanno parte di Taiwan, dal punto di vista geologico le isole non fanno parte delle Ryukyu,separate dal canale di Okinawa.

In tutto questo il governo americano non si espresse sul diritto di sovranità, ancora oggi è così e la disputa continua silenziosamente.

Nell’accordo stipulato oggi, il governo giapponese ha concordato l’importanza di mantenere la libertà di navigazione e il sorvolo nella regione indo-pacifica, nonché la cooperazione in varie aree di difesa.

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