A’ menesta maritata

Quisquilie e pinzillacchere

Anche se piuttosto mite, anche a Napoli arriva l’inverno, e sulle tavole arrivano le pietanze tipiche della stagione fredda.

Tra queste, un posto preminente lo ha la “ Minestra Maritata “.

In un’epoca in cui separazioni , divorzi, famiglie allargate, sono all’ordine del giorno, uno dei pochi matrimoni indissolubili avviene nelle cucine partenopee. Il rito dell’acquisto delle verdure nei mercatini tipici, da Antignano al Buvero, è solo l’inizio della festa, è come l’elenco degli invitati che gli sposi preparano nell’imminenza dell’evento.

Le “cape” di vari ortaggi e le “fronne” di tante verdure vengono scelte ad una ad una dalle massaie,  che contrattano con il “verdummaro “ ogni singolo acquisto. Preparata la sposa, bisogna pensare allo sposo, e si passa a casa del suocero della verdura, si va dal “chianchiere”, dal macellaio. Qui, si scelgono vari pezzi di carne, dal manzo, al maiale, alla gallina, tutti scelti nelle dosi giuste per potersi coniugare alla perfezione con le verdure. La preparazione è lunga e laboriosa, tanto che questa zuppa viene spesso preparata per le grandi feste, come Natale e Pasqua.

Allora, tutti invitati alle nozze…e buona minestra maritata !

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