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9 maggio 1978: vengono ritrovati i corpi di Aldo Moro e Peppino Impastato

Il 9 maggio del 1978, 44 anni fa, nel pieno degli Anni di Piombo l’Italia perdeva due figure simbolo della sua storia.

La mattina di quel giorno, all’interno di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani a Roma, la polizia ritrovò il corpo senza vita di Aldo Moro. Il Presidente della Democrazia Cristiana, venne rapito 55 giorni prima, in via Fani, dalle Brigate Rosse e detenuto nella cosiddetta “prigione del popolo“.

Qualche ora prima, nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, perdeva la vita anche il giornalista siciliano Giuseppe Impastato. Peppino si era speso in prima persona per denunciare la criminalità dai microfoni di Radio Aut, a Cinisi. Dall’emittente egli denunciò, in maniera spesso ironica, gli affari dei criminali locali, in particolare quelli del boss Gaetano Badalamenti, ribattezzato “Tano Seduto“.

La morte di Peppino scambiata per suicidio

Il cadavere di Peppino Impastato venne imbottito di tritolo e fatto saltare sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani. Questo il motivo per cui all’inizio la sua morte venne scambiata per un suicidio.

Cosa Nostra voleva farla passare per un fallito attentato terroristico. “I carabinieri lo trovano la mattina e comunicano la morte di un terrorista rosso, mentre stava per compiere un attentato“, scrive Enrico Deaglio in “Patria, 1978-2008“. Ma è grazie alla madre di Peppino, Felicia e al fratello Giovanni che la matrice mafiosa dell’omicidio venne riconosciuta nel maggio del 1984.

Nel maggio del 1992 i giudici decisero l’archiviazione del caso, ma nel 2002, dopo la riapertura chiesta dal Centro di documentazione di Palermo, Badalamenti fu condannato all’ergastolo come mandante.

9 maggio: giorno in memoria delle vittime del terrorismo

A far conoscere la figura di Impastato al pubblico è stata anche la pellicola «I cento passi» del regista Marco Tullio Giordana (2000).

Con la Legge numero 56 del 2007, la giornata del 9 maggio, giorno della morte di Aldo Moro e Peppino Impastato, è stata dedicata a “tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice“. Perché, come ricordò nel 2015 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “ricordare significa anche non rassegnarsi mai nella ricerca della verità“.