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giovedì, 27 Gennaio 2022

19 settembre 1981: Pino Daniele a Piazza del Plebiscito

Il grandissimo concerto del 19 settembre del 1981, mescolò blues e jazz come matrice di suoni possibili, ma anche occasione per sottolineare tanti temi importanti quali il razzismo, il Sud, la dialettica tra egemonia e subalternità, l’ambiguità di un popolo alla ricerca della propria rivalsa.

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Il 19 settembre del 1981 Pino Daniele, celebre cantautore napoletano, tenne uno storico concerto a Piazza del Plebiscito.

Ancora oggi a distanza di quaranta anni, sembra di ascoltare le note di quelle melodie. 

Al concerto parteciparono almeno duecentomila persone. Insieme a Pino Daniele, sul palco, ospiti famosissimi: Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, ma anche Rino Zurzolo, Tony Esposito, ed infine James Senese.

Una formazione napoletana, che partecipò nello stesso anno del concerto, all’album di Pino Daniele Vai mo’.

Pino Daniele: un concerto per ridare speranza 

Quel 19 settembre fu un giorno senza eguali, una live con lo scopo di restituire un brandello di spensieratezza dopo il terribile sisma che un anno prima distrusse l’Irpinia.

Un giovane Pino Daniele, all’epoca 26enne, “Prestava” la propria voce alla sua città, Napoli.

Un brandello di speranza, cantata, suonata, strimpellata con le melodie più vitali e allo stesso tempo dolci, che l’artista napoletano, amato e conosciuto da tutti, regalò quel giorno.

L’assemble proposto quel 19 settembre, si basò su brani estremamente conosciuti, fiore all’occhiello della musica di Napoli, tra queste spiccavano: Yes I Know My Way, Viento ‘e terra, Have You Seen My Shoes e Notte che se ne va.

Se il concerto costituì un evento di grandissimo rilievo per la carriera di tutti i musicisti coinvolti, fu anche il momento in cui divenne concreta la divisione del gruppo e l’inizio delle carriere soliste dei suoi componenti.

19 settembre 1981: un concerto magistrale

Sarà per questo che quel 19 settembre del 1981 è impresso nella mente e nel cuore di tutti, non solo napoletani.

Il grandissimo concerto del 19 settembre del 1981, mescolò blues e jazz come matrice di suoni possibili, ma anche occasione per sottolineare tanti temi importanti quali il razzismo, il Sud, la dialettica tra egemonia e subalternità, l’ambiguità di un popolo alla ricerca della propria rivalsa; argomenti che scottano, tuttora, e dei quali Pino Daniele era perfettamente consapevole, e ai quali, con altri artisti, diede voce, “graffiando melodicamente” i cuori di tutti.

Sarà per questo motivo che Piazza del Plebiscito, all’epoca del fantastico concerto, salotto della cosiddetta Napoli bene, oggi rappresenta il fulcro di quella musica: cantata a squarciagola con le lacrime agli occhi, con un’emozione quasi tangibile come un grande abbraccio che riscaldò tutti.

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