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giovedì, 26 Maggio 2022

Zagaria depresso a causa del 41bis

L'ex boss Zagaria è depresso a causa della dura reclusione del 41bis

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Gli avvocati dell’ex boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria, hanno inviato ai giudici titolari dei processi in cui è imputato il boss, una relazione con consulenza medica e diagnosi di forte stato depressivo. La colpa è del 41bis, ritenuto troppo duro per Zagaria, detenuto a Milano Opera.

Angelo Raucci, suo legale con Andrea Imperato, afferma che il carcere è talmente duro, che Zagaria, per protesta, lo ha revocato per alcuni procedimenti nei quali ha deciso di non difendersi più. L’avvocato Raucci inoltre, evidenzia che non si tratta di un problema economico, ma di stato mentale.

Tra i problemi sollevati dall’ex capoclan: la mancanza di un compagno per l’ora di socialità, e la sostituzione dello psichiatra che lo seguiva.

Zagaria avrebbe anche manifestato tendenze suicide. Per questo nella sua cella è stata rafforzata la videosorveglianza (ora è sotto controllo anche quando va in bagno).

Barbara Lettieri, l’avvocato che cura gli aspetti legati all’esecuzione della pena, ha affermato che per Zagaria non si tratta di insofferenza a un sistema che non riesce a controllare, bensì una protesta contro una restrizione che lo opprime impedendogli l’esercizio dei diritti costituzionalmente garantiti, come studio, salute, cura, socialità e lavoro.

A stupire è la difficoltà di Zagaria ad affrontare la reclusione, considerando il suo passato da latitante. Michele Zagaria ha infatti trascorso 16 anni in latitanza, viaggiando in bagagliai di automobili e rimanendo rintanato in sofisticati bunker che si era fatto costruire sotto alcune ville del Casertano.

L’avvocato Raucci rende noto che uno dei giudici a cui è stata invita la relazione ha scritto al DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) per capire cosa stesse succedendo a Zagaria, senza ricevere alcuna risposta. Si tratta Claudia Picciotti, il GUP (Giudice dell’Udienza Preliminare) del tribunale di Napoli, davanti alla quale pende il processo per l’estorsione al Polo Calzaturiero di Carinaro.

Per questo processo inoltre, il PM della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Napoli Catello Maresca, ha chiesto 12 anni per l’ex boss. La sentenza è stata però rinviata poiché l’accusato ha deciso di revocare i suoi legali.

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