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giovedì, 6 Ottobre 2022

XXXIII edizione “Premio Paolo Borsellino”

“Ognuno deve fare la propria parte, perché i ragazzi sono il nostro futuro”.

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Ieri, 27 ottobre 2018, si è tenuta la cerimonia conclusiva della 23esima edizione del Premio nazionale “Premio Borsellino” per la legalità e l’impegno sociale e civile.

La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone a puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”. 
Con queste magnifiche parole di Paolo Borsellino si è aperta la conferenza stampa di presentazione dell’elenco dei premiati del “Premio Borsellino 2018”.

“La stampa libera, la stampa d’inchiesta, che si proietta nei luoghi che per molti sono inaccessibili, dimostra cos’è la mafia, la camorra, la ndrangheta” svolgendo un ruolo “fondamentale”. Afferma il procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho in occasione dell’evento tenutosi a Pescara.

Tra i premiati, il questore di Napoli Antonio De Iesu; la giornalista Marilena Natale, sotto scorta da due anni perché minacciata dal clan dei Casalesi.

Altri giornalisti premiati sono: Daniele Piervincenzi, giornalista di Rai 2, conosciuto per le sue inchieste contro le mafie all’interno di “Nemo – nessuno escluso”; e Klaus Davi, giornalista e blogger dell’Huffington Post, autore di numerosi documentari sulla ‘Ndrangheta.

Tanti giovani presenti, tra i quali i calciatori dell’associazione Asd Don Guanella Scampia, premiata per l’educazione alla legalità e al rispetto dei valori, non solo sportivi.

“Ognuno deve fare la propria parte, perché i ragazzi sono il nostro futuro”. Sono le parole rivolte a tutti i giovani di Rita Borsellino, sorella di Paolo Borsellino, scomparsa recentemente.

Il premio è stato attribuito anche all’avvocato Fabio Anselmo che, con Ilaria Cucchi si è battuto per far emergere la verità su quanto accaduto a Stefano.

“Piervincenzi, Davi e Natale sono persone che si espongono quotidianamente e che sono capaci di far comprendere cosa sono le mafie – afferma ancora il procuratore de Raho – . È fondamentale il loro lavoro così come lo è quello di coloro che hanno portato avanti la verità su Stefano Cucchi. Vedere la sorella qui, con l’avvocato, premiati assieme con Alessio Cremonini, il regista del film, significa che la società va sempre più in alto, significa che tocca gli obiettivi più importanti e soprattutto che dà giustizia, anche dopo tanti anni”.

“Laddove ci sono delle responsabilità nessuno mai chiuda gli occhi, la verità deve emergere sempre perché la nostra è una democrazia, una delle più avanzate, e la democrazia si attua anche e soprattutto con la verità, la memoria e lo svolgimento a pieno del nostro ruolo”. Conclude così il suo discorso il procuratore de Raho, con un monito rivolto a tutti.

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