4shared
3.4 C
Napoli
martedì, 25 Gennaio 2022

Wonderwall Casoria Street Style

Da non perdere

Claudia Camillo
Collaboratore XXI Secolo.

Tutta la giornata di domenica 25 maggio, in Via Europa a Casoria, è stata dedicata all’evento “Wonderwall Casoria Street Style” dalle ore 10:00 alle 23:00. Moltissimi writers hanno decorato il muro di cinta della fabbrica Rhodiotoce, lungo 125 metri, e adesso decorato e coloratissimo grazie a un’arte alternativa e troppo spesso sottovalutata, perché l’arte di strada ancora deve affermarsi e superare il ‘muro’ del pregiudizio che la relega semplicemente ad atto di vandalismo.

GraffitoLa vera protagonista della giornata è stata la street art in tutte le sue forme, ma ad accompagnare questo magnifico evento non poteva mancare la musica, ovviamente hip hop. Molti dj della scena partenopea si sono alternati alla consolle per accompagnare musicalmente le crew che davano vita alle loro opere. A partire dalle ore 17:00 c’è stata la semifinale del Freestyle Session Italia a cura della UnS Crew e una battle rap che ha avuto dei giudici di tutto rispetto nella figura del gruppo napoletano dei Sangue Mostro. All’organizzatore Massimo Loffredo abbiamo rivolto le nostre domande.

Com’è nata l’idea di questo evento?

«Ne parlavamo da un po’ con il mio amico e socio, nonché curatore artistico, Domenico Barra, che è un artista che si occupa di remixart, una nuova forma di arte che mischia elementi già esistenti e li ripropone in una nuova versione. Volevamo creare una situazione che desse uno sfogo artistico a una serie di potenziali utenti. Poi abbiamo avuto l’occasione di confrontarci con il comune di Casoria, che è stato molto disponibile e aperto a questo tipo di proposta. Loro ci hanno permesso di organizzare questo progetto.»

Come mai proprio qui, in via Europa a Casoria?

«Uno dei promotori, oltre all’assessore Marro che si occupa di cultura al comune di Casoria, è l’assessore Tignola che si occupa di ambiente e aveva il desiderio di abbellire un muro che da moltissimi anni era stato abbandonato, perché la fabbrica che è alle nostre spalle, la Rhodiotoce, che era l’orgoglio di questa città perché era una fabbrica importante, è stata chiusa tanti anni fa e  come tutte le aree in disuso è diventata vecchia e decadente. Quindi c’era anche il desiderio di un arredo urbano.»

Pensate possa cambiare qualcosa? Non solo l’aspetto della zona, ma anche l’approccio verso questo tipo di arte?

«Assolutamente sì, abbiamo creato una galleria a cielo aperto, una serie di mura sulle quali i writers che abbiamo selezionato possono esprimersi attraverso diverse espressioni artistiche. Abbiamo ricevuto molto sostegno dagli abitanti di questa strada, che stanno cercando di migliorare i loro spazi quotidiani e in più il nostro consulente principale, un writer di Napoli, ha recentemente partecipato con il comune di Napoli al dipingere un autobus dell’AMN. Quindi questo tipo di arte che è considerata illegale, perché alcuni ragazzi la fanno illegalmente senza alcun tipo di permesso, si sta sdoganando e l’auspicio è di darle sempre più spazio. Lo stimolo è abbellire con l’arte, il disegno e l’espressione luoghi altrimenti tristi e grigi.»

Espressione del proprio essere, del mondo che ci circonda, dei legami all’interno della società: tutto questo è l’arteBreakdance dipinta sui muri, con bombolette spray o pennelli non importa, l’importante è esprimersi e veicolare un messaggio che possa essere quanto più condiviso possibile. L’approccio con l’arte di strada è un approccio facile e diretto, perché chiunque possa sentirsi subito a casa e benvenuto all’interno di un mondo che appare come una piccola comunità, colorata e bisognosa di esprimersi in tutto il suo calore, con tutti i suoi colori, a dispetto di coloro che ignorandola la denigrano. Qui non c’entrano le leggi, l’unica legge è quella di seguire la propria creatività e dar vita ad una ricerca artistica che possa distinguere ogni writer dall’altro. Ricerca artistica perché “non c’è differenza tra writer e artista: semplicemente il writer si esprime attraverso il graffito, che può apparire come un atto di vandalismo, ma è arte a tutti gli effetti”, ha affermato Alex, uno dei numerosi writer che hanno collaborato alla rinascita di una zona grigia e dimenticata di Casoria.

image_pdfimage_print
Articolo precedenteMontecarlo è Mercedes
Prossimo articoloFrancia: séisme Le Pen

Ultimi articoli