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venerdì, 30 Luglio 2021

Whirlpool Napoli: lavoratori occupano i binari della stazione centrale

150 lavoratori Whirlpool protestano sui binari della stazione centrale di Napoli contro l'avvio ai licenziamenti: "devono ascoltarci. Ci ridiano il lavoro, subito

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Anna Borriello
Mi sono laureata in filosofia e sto per terminare il percorso magistrale inoltre studio musica da molti anni. Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Non si ferma la protesta dei lavoratori Whirlpool di Napoli: blitz di 150 lavoratori sui binari della stazione centrale Garibaldi per protestare contro i licenziamenti della multinazionale.

Gli operai hanno raggiunto i binari dei treni ad alta velocità con l’intenzione di ostacolare la partenza dei convogli. Dopo circa un’ora, hanno liberato i binari per continuare a protestare all’interno della stazione con slogan e striscioni.

Risale alla scorsa settimana l’annuncio dell’avvio ai licenziamenti. Sempre la scorsa settimana gli operai hanno incontrato il premier, Mario Draghi, a Santa Maria Capua Vetere, in una dimostrazione pubblica di solidarietà.

Avvio ai licenziamenti Whirlpool Napoli a luglio: la lotta degli operai continua senza sosta

Gli operai non hanno alcuna intenzione di arrendersi al grido di: “La lotta è dura e non ci fa paura“. Molti gridano a gran voce di voler essere ascoltati: “devono ascoltarci. Ci ridiano il lavoro, subito“.

Antonio Accurso, Ulim Campania, ha dichiarato nel corso della protesta: “Il governo intervenga subito per fermare questa scelta scellerata che non rispetta gli accordi e che non usa la cassa integrazione gratuita manifestando un accanimento ingiustificato nei confronti del sud. Ingiustificata è la chiusura di Napoli, ancor di più oggi, che la Whirlpool è piena di lavoro e annuncia guadagni di svariati milioni di euro“.

Ricollocazione degli operai: l’amministratore delegato si dice disponibile al confronto

L’amministratore delegato di Whirlpool Emea, Luigi La Morgia, in un’intervista al Corriere della Sera, dichiara con fermezza: “Le lavatrici di alta gamma che erano prodotte a Napoli non hanno più mercato“.

Continua, poi: “Da due anni diciamo che la produzione nello stabilimento di Napoli non ha futuro. Abbiamo provato in ogni modo a farlo funzionare. Abbiamo investito 100 milioni di euro negli ultimi 10 anni. Una volta esperite tutte le possibilità, però, bisogna affrontare il problema e cercare soluzioni vere, stabili, non a brevissima gittata“.

Rispetto alla ricollocazione e reindustrializzazione degli operai, a Varese, e alla proposta di buon uscita di 85mila euro, si dice disponibile al confronto. Spiega: “Aspettiamo che Invitalia metta in campo eventuali proposte di reindustrializzazione. A quel punto potremo valutare il nostro concreto contributo”.

La prossima manifestazione si terrà il 22 luglio a Roma.

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