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martedì, 25 Gennaio 2022

Voto favorevole dell’Ue: ok alle locuste come nuovo alimento

Un altro passo verso il cibo del futuro: legale la commercializzazione della locusta migratoria in Europa.

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Il voto favorevole dell’Ue apre la strada ad un nuovo alimento nei piatti europei: le locuste. Dopo i vermi gialli, le locuste sono il secondo insetto la cui immissione sul mercato è stata autorizzata in Europa. La locusta sarà disponibile in polvere, surgelata o essiccata. Anche sotto forma di snack, il prodotto sarà disponibile in biscotti o hamburger. Inoltre, potrebbe essere inserita come nuovo alimento in alcuni prodotti alimentari.

L’Efsa, autorità europea per la sicurezza degli alimenti, ha deliberato che il consumo dell’insetto per scopi alimentari è del tutto sicuro.

Già lo scorso settembre gli stati membri avevano espresso il loro consenso per la commercializzazione della locusta in Europa. Come evidenziato dal report di MeatAtlas2021 gli insetti rappresenterebbero un’ottima fonte di proteine, minerali, grassi, fibre e vitamine. Anche gli studi commissionati dall’Organizzazione per l’agricoltura alimentare lo confermano.

Voto favorevole dell’Ue: gli insetti come alternativa sostenibile alla carne e al pesce

La nuova strategia agroalimentare firmata Ue, Farm the Fork, li identifica come alternativa alla carne e al pesce: sono, difatti, una fonte proteica più sostenibile ed ecologica. Nonostante, al mondo, siano già milioni le persone che si cibano d’insetti l’Europa nutre ancora delle resistenze.

Per evitare reazioni allergiche, questo nuovo tipo di alimenti sarà appositamente etichettato. Le locuste sono molto diffuse in Nuova Zelanda, Africa, Australia e Asia e potrebbero davvero essere il cibo del futuro. La loro sostenibilità potrebbe, infatti, essere molto d’aiuto per il passaggio ad un sistema di nutrizione che impatti meno sulle sorti del pianeta.

Forse, con il tempo, le necessità ecologiche potrebbero comportare un cambiamento nelle abitudini collettive europee. Considerato che già in alcuni alimenti tipici, della Sardegna o della Corsica, si fa ricorso al contributo degli insetti, non è da escludere il cibo del futuro, prima o poi, possa entrare nelle case degli italiani.

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