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domenica, 2 Ottobre 2022

Voltaire: “profilo” di un filosofo e politico moderno

Non solo un forte impegno quello di Voltaire, ma un’impresa vera e propria, fortemente impattante, dal punto di vista sociale, religioso, culturale, politico, che mirava ad abbandonare o quantomeno superare i pregiudizi e tutti quegli atteggiamenti considerati intolleranti.

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Il 30 maggio del 1778 si spense a Parigi, una delle personalità politiche e filosofiche più note: François-Marie Arouet, meglio noto come Voltaire.

Fu una delle principali figure dell’Illuminismo insieme a Montesquieu, Rousseau, Diderot e d’Alembert, impegnati nell’ambizioso progetto dell’Encyclopedie.

Voltaire: storia e modernità del celebre politico

Proprio lavorando per la realizzazione dell’Encyclopedie, lo studioso, noto anche come poeta e drammaturgo, si allontanò dai philosophes, non condividendone modi e ideali. 

Deista, scettico e anticlericale, Voltaire è considerato uno dei principali studiosi della religione moderna. 

Tante le opere pubblicate dal filosofo e politico, tutte  particolarmente significative ancora oggi. Una delle sue opere più importanti s’intitola: Candido o l’ottimismo, datato 1759. Il contesto in cui essa nacque, inquadrava l’Europa nell’ambito dell’esperienza propria della brutalità storica. Sicuramente, le tante persecuzioni nei suoi confronti segnarono l’animo di Voltaire, portandolo a una visione disincantata del mondo, attraverso un atteggiamento distaccato e fortemente critico. 

Non si tratta di un romanzo incentrato sul pessimismo in senso stretto, nonostante la consapevolezza dell’esistenza del male. L’opera suscito un grande interesse pubblico, ma fu condannata al rogo dalle autorità di Ginevra.

Voltaire fu un uomo di grandi idee, forse troppo moderne per il periodo in cui visse. Il suo pensiero così innovativo e moderno, gli costò molti esili, pene e condanne, tant’è che dopo qualche pubblicazione e persecuzione, il filosofo decise di scrivere in forma anonima, per provare a tutelarsi dalla gogna e dalle critiche cui era esposto.

Il 30 maggio del 1778 scomparve un uomo dal notevole spessore morale, politico, etico e culturale.

Filosofia, trattati politici, tragedie e implicazioni etiche

Di grande importanza, anche il romanzo satirico intitolato Candide ove Voltaire, all’interno del quale si fa beffe dell’ottimismo filosofico difeso da Leibniz; uno sguardo alla teoria dei migliori dei mondi possibili, alla quale il drammaturgo e filosofo, oppose un vero ottimismo, ovvero la credenza nel progresso umano di cui la scienza e la filosofia illuminista si fanno portatori.

Un’opera importante, suggellata dalla profonda ironia che il drammaturgo e filosofo, era solito utilizzare per prendersi gioco della tradizione. Voltaire, combatteva metaforicamente, contro la superstizione, l’intolleranza e la tirannide chiesastica, secondo quello che è stato definito “Illuminismo tollerante”.

Secondo Voltaire, l’uomo tollerante potrebbe aderire, sottomettendosi, ad una religione utile al governo, accettando l’ipotesi dell’esistenza di un Essere Supremo, che nasce grazie alla ragione.

Egli credeva fortemente nella ragione e nella consapevolezza dei mali che spesso affliggono la società, sottolineando però, come quelle sofferenze, siano in realtà dovute alla mancanza di chiarezza mentale, all’intolleranza e al fanatismo.

A tal proposito è opportuno citare il Trattato sulla tolleranza; un testo importantissimo che fonda le proprie radici sulla riflessione e sulla libertà di credo, ma anche sul rispetto delle opinioni altrui.  

Un testo moderno, così come ancora oggi sottolineano i filologi e studiosi moderni, perfettamente contestualizzabile.

È proprio grazie ad opere come quella citata, e tante altre ancora, che si può affermare con certezza, che in tale data, appunto 30 maggio del 1778, morì una personalità immensamente grande, oggettivamente moderna; un uomo che si è battuto per i diritti degli uomini e che ancora oggi è simulacro non solo di ciò che è stato, ma di quanto ancora accade.

Non solo un forte impegno il suo, ma un’impresa vera e propria, fortemente impattante, dal punto di vista sociale, religioso, culturale, politico, che mirava ad abbandonare o quantomeno superare i pregiudizi e tutti quegli atteggiamenti considerati intolleranti.

Un libero uso dell’intelletto e del potere politico, che non soggioghi la libertà di nessun cittadino. Un pensiero che ancora oggi risuona in molte “battaglie sociali”, volte all’uguaglianza, alla parità di genere, alla libertà intellettuale, ma anche etica e morale.

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