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venerdì, 27 Maggio 2022

Volla: consiglio comunale paragonato ad una tragedia comica

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Valentina Maisto
Appassionata di scrittura ha pubblicato vari racconti con diverse case editrici e da sempre sogna di diventare giornalista. Ma il suo sogno più grande è quello di poter pubblicare una sua antologia di racconti.

Riceviamo e pubblichiamo

Ieri abbiamo assistito al Consiglio comunale degno di essere paragonato ad una tragedia comica di Plauto.

La minoranza ha puntato in primo luogo l’attenzione sulla realizzazione di un ripetitore 5G che si sta realizzando a Via Palazzielo che pare non essere in regola con le autorizzazioni e soprattutto che metta a repentaglio la salute dei cittadini.

È grave che Sindaco e assessore sembravano scendere dalle nuvole.

Ma sicuramente il momento di maggioranza rilevanza si è avuto prima di votare il bilancio di previsione.

Il Presidente del Consiglio Aprea ha infatti, lanciato un vero e proprio ultimatum al Sindaco.

Aprea ci va giù duro e attacca Di Marzo. Dopo aver affermato che l’amministrazione in due anni è stata “scellerata e indifendibile”, dopo aver rilevato di non essere disposto a votare bilanci autentici come “una banconota da 300 euro” e, addirittura, di non “sentirsi sereno dall’uscita di casa” per non affrontare le innumerevoli critiche dei cittadini, ha preteso un incontro in cui Intesa per Volla e le altre formazioni detteranno l’agenda politica dei prossimi cento giorni e se gli impegni non saranno rispettati ha fatto chiaramente intendere che verrà staccata la spina.
Dopo il durissimo intervento, tutta la minoranza attendeva un sussulto di dignità del primo cittadino.

Viscovo ha inviato il Sindaco ha “vivere un giorno da Leone e non cento da Pecora” lasciando chiaramente intendere che cedendo al ricatto saranno cento giorni di sottomissione . Donato ha inviato Di Marzo ad avere “dignità” e a dimettersi immediatamente non potendo essere sotto scacco di Aprea. Lo stesso Scognamiglio ha chiesto “di non sottomettersi ma dimettersi”. Infine il PD con Granato ha “invitato il Sindaco a riflettere e dimettersi auspicando provocatoriamente finanche un rimpasto”.
Le altre forze politiche di maggioranza sono rimaste in un paradossale silenzio.
Di Marzo, invece,smarcando lo stesso Aprea, come se nulla fosse, ha colto le parole di Aprea come un “semplice sollecito” e ha preannunciato una riunione di maggioranza. Addirittura ammettendo gli errori ha promesso che in questi prossimi cento giorni proverà a cambiare rotta pur di continuare “ad essere attaccato alla poltrona”

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