Vittoria Colonna: il tormentato rapporto con Ischia

Vittoria Colonna è stata una celebre poetessa italiana, tra le più conosciute nel Cinquecento.

Ischia e il prestigio di una strada dedicata a Vittoria Colonna 

Ciò che colpisce di più della vita della poetessa, fu il suo matrimonio con Ferrante D’Avalos, alla quale fu promessa all’età di tre anni.
Una unione duratura, nonostante quanto si credesse.

Le Rime di Vittoria Colonna non furono mai stampate ma circolavano tra gli amanti del genere, come manoscritti, donati dalla donna stessa ai propri amici.

Gli studiosi non sono riusciti a dare una cronologia esatta ma usano distinguere le rime di Vittoria Colonna in rime spirituali ed amorose.

Intenso il rapporto che Vittoria Colonna ebbe con Napoli ed in particolare con l’isola d’Ischia che le ha dedicato una importantissima strada.

Si tratta di Corso Vittoria Colonna, molto vicino a Via Roma, frequentata da chi ama lo shopping ma anche il buon cibo.

La storia di Corso Vittoria Colonna è intensa ed interessante. Secondo quanto ricostruito dagli storici, un tempo, proprio in quello che oggi è il cuore pulsante di Ischia, sorgevano stalle e cantine, successivamente trasformate in attività commerciali. Inizialmente piccole botteghe poi, veri e propri negozi alla moda.

Nell’arco di pochi decenni, Corso Vittoria Colonna diventó una strada molto frequentata ed amata dai turisti.

Complice il cospicuo boom economico del dopoguerra, la strada si trasformó in un suggestivo polo di attrazione.

Vittoria Colonna: un animo tormentato 

Probabilmente la scelta del nome che ricorda la poetessa moglie di Ferrante D’Avalos, si ricollega a tutto ciò. Si pensò di conferire quel tocco di nobiltà ad una strada che riesce ancora oggi a reggere bene (in termini anche economici) pure nei mesi invernali, quando il turismo sull’isola verde è poco.

Ricordiamo che Corso Vittoria Colonna, particolarmente apprezzato, consente di raggiungere facilmente alcune delle zone più belle di Ischia.

Inoltre, non bisogna dimenticare che il corso fa parte della storica Villa dè Bagni e quindi si trova a poca distanza dal centralissimo Porto di Ischia.

L’immagine storica dell’isola d’Ischia, frequentata ed ammirata da letterati e poeti famosi, permette di ricostruire il prestigio che in quel tempo, le aree ancora oggi note, rivestivano nel passato.
La presenza sul Castello Aragonese della celebre poetessa ha avuto nel corso del tempo un ruolo di notevole spessore storico e culturale; un soggiorno lungo che ha sottolineando l’importanza di una “strategia” di carattere politico che la donna stessa, secondo gli storici, sembrerebbe aver guidato.
Si tratterebbe di un vero e proprio progetto di propaganda del proprio potere, che
 potè sovvenzionare in virtù dell’autonomia economica che il suo rango nobiliare e il conseguente ruolo politico le potevano assicurare.
Giunta al Castello Aragonese nel 1509 per sposare Ferrante d’Avalos, marchese di Pescara, Vittoria Colonna diede vita a uno spazio cortigiano personale, stanziato all’interno di un contesto ampio, del quale faceva parte anche come intellettuale.

Poetessa, intellettuale e donna tormentata 

Ecco che la figura di Vittoria Colonna assunse e ancora oggi riveste un ruolo di particolare interesse culturale.

Importante sottolineare che nonostante la poetessa visse ad Ischia (sul Castello Aragonese) circa un trentennio, i Sonetti a noi giunti, s’inseriscono in una cornice descrittiva malinconica. 

In realtà ciò che viene fuori dai vari componimenti, è l’immagine di una donna lacerata dal dolore alla quale manca il proprio consorte e che si consola con il rumore del mare, del vento, con i colori della natura, che però assumono una veste malinconica.

Lo scoglio come ella stessa definiva l’isola d’Ischia la accolse, giocando al suo cuore addolorato.

Ancora oggi l’immagine di quella poetessa così  innamorata e divorata dal dolore per quell’amore che si disintegró con la morte di Ferrante, risuona tra i palazzi d’epoca che costellano Corso Vittoria Colonna.

Ed è così, che tra una passeggiata ed un gelato, sembra quasi di rivivere quei versi così tristi e fortemente attuali.