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mercoledì, 1 Dicembre 2021

Virtuosi di San Martino:il gruppo musicale napoletano in tour a Bari fino a domenica

Ieri per i virtuosi di San Martino la prima delle 5 serate pugliesi di puro spettacolo: "Totò che tragedia"

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Ieri per i virtuosi di San Martino la prima delle 5 serate pugliesi di puro spettacolo: “Totò che tragedia”

Spettacolo proposto già a Napoli e adesso prende un sapore pugliese,  precisamente all’auditorium Vallisa di Bari.

Drammaturgia e regia del leader Roberto Del Gaudio ed elaborazioni musicali Federico Odling con Roberto Del Gaudio voce.

Federico Odling violoncello, Vittorio Ricciardi flauto Vito Palazzo chitarra, Francesca Stazzullo violino direzione tecnica Victoria De Campor produzione Diaghilev.

“I Virtuosi di San Martino (Premio Ciampi 2014) sono un quintetto che lavora sulla rivisitazione di materiale storico, in una formula che, superando i “generi”, occhieggia alla musica colta e al teatro, tra avanspettacolo e opera. In questo lavoro affronta- no il repertorio di Totò, scoprendo anche il suo mondo più priva- to e una storia sentimentale poco nota: il tormentato amore per la ballerina Liliana Castagnola, il cui drammatico epilogo fa da contraltare alla potenza spettacolare di uno dei più grandi comici del Novecento. Il punto di partenza è la militanza del geniale attore napoletano nella rivista; le sue frequentazioni con l’impre- sario Peppino Jovinelli, con Ettore Petrolini, Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Alberto Sordi e,

naturalmente, con Eduardo e Peppino. Da qui la costruzione della sua personale ed esilarante macchina teatrale: il burattino, il cantante, l’autore, e ogni virtuosistica ricerca rivolta all’arte della risata.

Il racconto si sviluppa lungo un doppio binario di dolore e di gioia, di parole e musica, sul quale si fonda il mito del Principe De Curtis.

Innanzitutto mi sono posto un problema semplice: per “fare” Totò o si è Totò o non si può fare Totò. Poiché io credo che nessun attore attuale, a partire da me, sia Totò, ho spostato l’attenzione su Antonio de Curtis, cioè su un fatto privato doloro- sissimo: la relazione con Liliana, che si suicidò per amore suo. Questo atto lo sconvolse per sempre, a sentire le testimonianze di coloro che gli furono vicini, come la figlia Liliana che porta, appunto, il nome di questa donna. Pertanto, nella pièce teatrale ho immaginato che l’evento tragico vissuto sia divenuto il bari- centro della sua formidabile comicità.”

[Roberto Del Gaudio]

I Virtuosi di San Martino nascono a Napoli nel 1994, quando debuttano al Teatro Cilea di Napoli con “Cosima e altre storie”, spettacolo dedicato alla celebre coppia di autori Pisano e Ciuffi, con la regia di Francesco Silvestri.

Un quintetto (flauto traverso, violino, violoncello, chitarra e voce) che si propone innanzitutto la rivisitazione di materiale di repertorio attingendo alla tradizione della canzone popolare degli anni trenta, in una formula che occhieggia alla musica “colta” e al teatro.

E’ solo l’inizio di una più che decennale attività.

Salutati immediatamente ed in modo più che lusinghiero dalla critica e dal pubblico, i Virtuosi intraprendono un percorso di ricerca proprio su quei materiali, percorso che sfocia nella proposizione di una trilogia che dal primo spettacolo, attraverso “Ciccio Concerto” (1994), giunge a “Nel nome di Ciccio”, (1995) spettacolo che li segnala nei teatri di tutta Italia, dal quale auto-producono un cd live.

E’ dell’anno successivo (1996) “So’ tribbale”, che debutta al Teatro Nuovo di Napoli, scritto da Roberto del Gaudio (testi), e Federico Odling (musica). Da questo momento i Virtuosi si dedicheranno alla messa in scena di spettacoli su materiale originale di loro composizione.

Del 1996 è la loro partecipazione alla piéce “Piedigrotta Lunaire”, di Pasquale Scialò, nella quale propongono un micro-atto unico dedicato a Rodolfo de Angelis e ad Ettore Petrolini (debutto a Napoli, Sala dell’ex Lazzaretto).

Nascono “Blu Carogna” (1997), debutto al Festival Benevento Città Spettacolo di Benevento, e “Carogna Suite” (1997-98), debutto al Teatro Juvarra di Torino.

E’ della stagione 1998-99 la loro collaborazione con Enzo Moscato, per lo spettacolo “Arena Olimpia”, dello stesso Moscato, debutto al Festival di Benevento.

Negli stessi anni cominciano varie partecipazioni a programmi radio (Le stanze della musica – Radiotre; In aria – Radiodue; ecc.) e in televisione (Maurizio Costanzo Show, Buona Domenica – Canale 5; Come si ride all’ombra del Vesuvio – Raitre; Convenscion a colori –Raidue, ecc.).

Nel 2001 debuttano al Festival delle Colline Torinesi con “Medea Marturano”, (testo di Roberto Del Gaudio, musica di Federico Odling), opera che frutta ai Virtuosi il Premio Nazionale della Critica di Teatro 2001, premio loro conferito per la loro attività di ricerca musicale e teatrale. Il testo di Medea Marturano è per altro pubblicato nella collana di Teatro, presso Editore Guida Napoli.

Nel 2002 debuttano al Teatro Nuovo di Napoli con “Vade retrò”, spettacolo dedicato ai fasti dell’avanspettacolo, con testi e musica originali.

Nell’anno 2003, debuttano con “Tintarella di sale”, a Napoli, Teatro Nuovo, testi e musica originali.

Nel 2004 cominciano a lavorare al loro primo cd in studio.

Nel 2005 esce il loro cd “Carogne”, Bideri Editore, distribuito dalla Lucky Planet.

Inizia il tour legato al cd, che li vede impegnati per tutto il 2006.

Nel 2007 debuttano al T.I.N. di Napoli con “5 in condotta”, con testo di Del Gaudio e musica di Odling. Nello stesso anno sono all’Auditorium di Roma per “5 in condotta” e per “Napoli sopra e sotto”. Prtecipano alla trasmissione televisiva RAI “ Per un pugno di libri”, condotta da Neri Marcorè.

Tour legato al nuovo spettacolo.

Nel 2008 proseguono le repliche di “5 in condotta” e di “Napoli sopra e sotto”.

Nel 2009 sono in sala per la registrazione del cd “5 in condotta”. Scrivono nel frattempo “La Repubblica di Salotto”, che debutta al Teatro Nuovo di Napoli in dicembre.

I Virtuosi di San Martino si propongono di far sprofondare nella loro formula a cavallo tra teatro e musica, divisa tra avanspettacolo e opera, formula che occhieggia e talvolta sbeffeggia la musica “colta” nella sua riduzione a luogo comune. Si propongono inoltre di introdurre nel teatro quanto manca ai concerti e nei concerti quanto manca della ritualità del teatro.

Alcune delle loro canzoni (‘O cineasta napulitano, So’tribbale, Il calipso del vegetariano, Alzati e cammina, Auguri per la macchina nuova, ed altre) sono ormai dei veri e propri piccoli cult per il loro pubblico. Del resto è proprio la forma canzone che i Virtuosi hanno prediletto per molti anni, e che ancora prediligono, essendo essa quella maggiormente legata –a loro giudizio- alle modalità di fruizione del pubblico dei nostri tempi. Inoltre i Virtuosi hanno reintrodotto un uso “tragico” del coro, rifacendosi sia ai poeti del grande teatro greco, sia all’opera lirica, sia però anche ai Beatles, a Zappa e ad altri.

Essi hanno la pretesa di avere inaugurato un vero e proprio stile, fondato sullo sprofondamento, e quindi sul superamento, dei “generi”, ritenendo che il teatro sia uno e che soprattutto la musica sia una. Tuttavia al termine contaminazione, che pure tanti critici hanno associato alle loro performances, essi prediligono il concetto di Teatro-Musica Frankenstein, di un teatro musicale cioè che smembri corpi di cadaveri (musicali e teatrali, appunto) per ricomporre una macchina a tratti mostruosa, a tratti comica.

Posti limitati prenotazione obbligatoria tel. 3331260425 prevendita on line

e presso le rivendite

del circuito Vivaticket posto unico € 10,00

m 6 h 21 | g 7 h 21 | v 8 h 21

s 9 h 21 | d 10 h 19 | ottobre 2021

I VIRTUOSI DI SAN MARTINO

Totò, che tragedia!

Sottotitolo: Ieri per i virtuosi di San Martino la prima delle 5 serate pugliesi di puro spettacolo: “Totò che tragedia”

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